Da Ospedaletto ad Este è allarme

Dibattiti, scontri aperti, raccolta firme e pure una puntata di “Report” su Rai Due: sono solo alcuni dei fronti nei quali si sta combattendo l’aspra guerra contro i possibili impianti a biomasse previsti da alcuni privati nell’Estense. Negli ultimi mesi sono stati sono stati numerosi i focolai di allarmismo alimentati nella Bassa Padovana. Pochi, effettivamente, quelli che hanno resistito alla secchiata d’acqua delle smentite e dei dati di fatto. Dove invece la battaglia continua, corroborata da un’effettiva fondatezza del problema, è a Motta d’Este e a Carceri.
Nella frazione atestina l’iniziativa che vuole un impianto di smaltimento della pollina è portata avanti dall’azienda agricola “Fattorie Menesello”. Non è ancora chiaro a che punto sia l’iter per la realizzazione dell’opera: quel che è certo che l’opposizione è fortemente alimentata in due fronti. L’amministrazione comunale di Este lo scorso 12 febbraio ha commissionato una consulenza tecnica a Francesco Albrizio di Vittorio Veneto, professionista del settore, con una spesa prevista di 5.508 euro: sarà lui a motivare, sul lato giuridico e tecnico, il parere contrario che il Comune di Este porterà in sede di conferenza dei servizi. Sarà compito della Regione Veneto accogliere o meno le istante dell’ente pubblico atestino.
Anche le forze politiche d’opposizione hanno confermato un secco “no” all’iniziativa di Menesello. Un fronte certamente più appariscente è rappresentato dai comitati “anti-inceneritore” di Este e dei Comuni limitrofi, che già da inizio marzo si sono riuniti in un unico organo, affidandosi anche da un legale di fiducia. Lo stesso gruppo ha dato vita alla raccolta di migliaia di firme, a gazebo, a striscioni di protesta ma soprattutto a riunioni tecniche a cui hanno partecipato centinaia di cittadini, numerosi politici e parecchi amministratori pubblici.
Spostandosi di qualche chilometro, è salita invece alla ribalta delle cronache televisive la questione del futuro pirogassificatore di Carceri. L’impianto è stato pensato dall’azienda agricola Barbetta di via Lenguora. A contrastare l’iniziativa c’ha pensato il comitato “No Fly Zone”, nato in origine per combattere il problema delle mosche e dei cattivi odori. La lunga puntata dedicata al caso di Carceri da “Report” non è l’unico elemento che fa capire la forte valenza della questione: le sorti dell’ultima campagna elettorale, che hanno consegnato il governo cittadino al gruppo leghista di Tiberio Businaro, sono infatti state decise anche dalle diverse posizioni che i candidati hanno avuto nei confronti di questo impianto.
Un’intensa bagarre politica nata dal tema degli inceneritori è nata qualche settimana fa anche in consiglio comunale ad Ospedaletto Euganeo: qui il sindaco Antonio Battistella ha ventilato la chiara ipotesi che vede la Bassa Padovana sicura sede di un impianto a biomasse, sulla base delle recenti disposizioni della Regione Veneto in materia di nitrati. L’intervento di Battistella è stato aspramente criticato.

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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