Gli enti giocano a tamburello

Se Scardovari piange, Rosolina di certo non ride. Anche sul versante più a nord delle lagune del Delta la situazione della pesca è stata oggetto di dure proteste, in questo caso a causa delle concessioni demaniali che attualmente mancano. I pescatori associati al Consorzio Foce Po di Maistra hanno protestato duramente — anche con una sit-in di cinquanta persone a Rovigo — per chiedere la fine “del gioco a tamburello tra Provincia e Regione” ha spiegato il presidente Gianni Camuffo. A due anni dall’inoltro della domanda per la concessione di aree in zona Caleri, la goccia che avrebbe fatto traboccare il vaso sarebbe stata la recente autorizzazione all’uso di uno specchio d’acqua adibito all’allevamento delle vongole rilasciato alla cooperativa Maiorca.
“Non abbiamo nulla contro di loro —hanno spiegato i pescatori — ma prima sarebbe opportuno sistemare la situazione di chi questa attività la svolge di professione”. Mauro Roncada, dirigente responsabile del Genio civile di Rovigo, che ha incontrato una delegazione del Cda del Consorzio, ha riferito come la domanda della Maiorca sarebbe stata presentata prima di quella dei pescatori di Camuffo. Nessun privilegio quindi, anche se alzano le mani di fronte ai numeri che evidenzierebbero diversi criteri applicati nell’assegnazione quantitativa dei metri quadrati.
Nella laguna Caleri sarebbero disponibili 10 ettari: Roncada ha ribadito la posizione delle competenze del Genio e i limiti del suo ruolo, tramite la legge regionale 19/1998 la materia pesca è stata affidata alla Provincia che determina i criteri, diritti di utilizzo e di assegnazione delle aree individuate per l’esercizio dell’attività, il Genio Civile (prima la Capitaneria di Porto) espleta l’assegnazione su indicazione dell’ente provinciale. Stando così i fatti, nulla si potrebbe muovere senza l’indirizzo della Provincia.
L’ultimo bando in materia di pesca risale al 2003, a causa dell’aspro contenzioso sulla demanialità con alcuni soggetti privati, tanto che la Provincia dopo la dura contestazione dei pescatori si appresterebbe ad approntarne uno nuovo.
Su questa notizia il commento di Camuffo è stato chiaro: “Il bando sarà riferito alle domande presentate al 31 dicembre 2008: stando così i fatti, al nostro Consorzio spetterebbe solo un ettaro e mezzo.
Con questa metratura, quale criterio dovrei adottare per cercare di soddisfare 89 pescatori? Come è possibile pensare di risanare la gestione senza partire dalla base? Come possiamo pensare di poter competere con gestioni che, da poco distante condizionano il mercato di tutto il settore? I prezzi stanno nuovamente precipitando, ma gli altri sono forti del fatto che possono fare progetti a lungo termine, in Veneto, i progetti non esistono”.

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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