La piccola impresa è in difficoltà

La Penisola italiana, e tutta l’Europa, non è certo uscita dalla penna di Molière e la malattia, sempre più grave, che la paralizza, è tutt’altro che immaginaria. Alla vigilia delle ferie — per chi non è cassintegrato, s’intende — gli stabilimenti balneari piangono miseria, ma anche i ristoranti dei resort le tentano tutte per accalappiare gli sparuti clienti. Intanto, lo spettro dell’ammortizzatore sociale ha raggiunto anche le piccole medie imprese, quelle con una decina di dipendenti.
E chi rimane, per non stare con le mani in mano, passa il colore coi pennelli sulle pareti dell’officina. Le piccole imprese nostrane, cuore e nerbo del boom economico italiano prima e della sua salute economica poi, rischiano di diventare le vittime forse principali, di certo misconosciute, dell'attuale crisi economica partita a sua volta dalla crisi dei mutui subprime negli Stati Uniti. Lo ha detto a chiare lettere nei giorni scorsi il presidente della Camera di commercio di Rovigo e presidente onorario di Cna Loredano Zampini, intervenendo all'assemblea, al Censer, ha consacrato Alessia Zaninello presidente provinciale dell'associazione degli artigiani. E non è un caso che Zampini abbia scelto proprio quella platea per lanciare un avvertimento molto importante.
“Nessuno, al di là di alcune previsioni ottimistiche ma al momento prive di riscontro, sa come e quando usciremo dalla crisi economica che sta imperversando in questo periodo. Sicuramente, una misura da prendere per uscirne sarebbe quella di fornire sostegno a chi fa economia reale, come le piccole imprese”. Questo sia per il riconosciuto ruolo storico delle piccole imprese, sia per la loro funzione di motore trainante dell'economia: dalla loro salute, insomma, non si può prescindere se davvero si vuole iniziare a pensare di lasciarsi questo momento alle spalle.
“L'Italia – proseguito Zampini – è cresciuta proprio grazie a questi soggetti economici, mentre per troppo tempo è stata favorita soprattutto una economia in parte fittizia, ossia fatta di parole, di carta, che ha portato al collasso di oggi. La responsabilità della crisi di certo non può essere addossata a piccoli imprenditori e artigiani”. Di qui, l'appello di Zampini alle banche, per favorire, appunto, “l'economia reale”.
Perché, un dato che spesso sfugge ai più quando si parla di crisi è che, a fianco dei nomi delle grandi aziende le cui traversie tengono banco su quotidiani, tv e media in genere, monopolizzando tavole rotonde e incontri istituzionali, esiste un'altra dimensione, forse meno appariscente, ma di certo molto più presente sul territorio.
Secondo una statistica, il 95% delle aziende italiane ha meno di 10 addetti. Un dato che è bene tenere presente, quando si leggono i dati relativi a questi mesi. Quanto mai avvilenti.

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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