Nell’ultimo anno reati in calo del 20%

Sicurezza: una carta sempre vincente. Almeno a giudicare dai consensi elettorali che partiti pro sicurezza, leggi Lega Nord, hanno acquisito nel corso del tempo pigiando l’acceleratore su questo tasto. E la gente, in barba alle statistiche che danno le città e i quartieri più sicuri, ha invece timore a uscire di casa la sera. Alla festa della Polizia del capoluogo, l’ex questore di Rovigo, Amalia di Ruocco, lo ha annunciato con comprensibile soddisfazione: “I reati, nell'ultimo anno, sono calati del 20%”. Un dato importante, quasi clamoroso, di certo inatteso, in un periodo in cui da più parti arrivano richieste di ronde civiche, autocandidature a volontario della sicurezza, e in cui si registrano vertici in prefettura di volta in volta dedicati a quei Comuni ove la criminalità minaccia di spingere i cittadini ad azioni più o meno inconsulte: lo scorso marzo, per esempio, l’ordine del giorno della riunione a palazzo Salvadego Sgarzi verteva sui continui furti registrati proprio nel capoluogo bassopolesano; a ottobre, poi, una situazione simile era stata vissuta dal Comune di Porto Viro, dove i furti, soprattutto ai danni dei negozianti, avevano portato la città a un livello di ebollizione che spinse il prefetto a chiedere controlli anche da parte di Guardia di finanza, Forestale e polizia locale nelle ore notturne, per scoraggiare i malviventi. Infine, a dicembre, un analogo summit si era reso necessario quando il rappresentante del governo in Polesine aveva convocato il primo cittadino di Occhiobello — all’epoca ancora Gigliola Natali – per discutere di un piano di sorveglianza. Insomma: la percezione di insicurezza resta. Perché? Una questione senza dubbio importante sta nello sviluppo di quelli che gli investigatori definiscono i “reati predatori”. Reati contro il patrimonio, cioè, messi in atto in maniera seriale. L'esempio di scuola sono le razzie nei bar per scassinare le macchinette dei videpoker, oppure le spaccate notturne ai danni degli esercizi commerciali. In questi casi, le bande, spesso di stranieri, colpiscono per alcune settimane in maniera frequente, poi cambiano scenario e zona di operazioni. Un comportamento relativamente nuovo, che desta chiaramente grande allarme nel periodo che vede le bande nel pieno della propria attività. A tutto ciò si aggiunge poi anche un altro elemento, spesso denunciato dalle forze dell'ordine stesse, seppure non tramite dichiarazioni ufficiali. Il fatto, cioè, che la legge sull'immigrazione renda molto difficile espellere effettivamente dal suolo italiano cittadini extracomunitari in condizioni di clandestinità. Così, accade spesso che si scopra che uno straniero fermato per un reato era già stato invitato da questore o prefetto a lasciare l'Italia, guardandosi bene dal farlo. Un dato è, in questo senso, molto chiaro:delle 101 espulsioni notificate dall'ufficio immigrazione della questura, solo 9 sono state eseguite tramite accompagnamento alla frontiera. In altri 31 casi, poi, gli extracomunitari sono stati portati al Cie, Centro identificazione ed espulsione, mentre, nei restanti 60 casi, ci si è limitati alla semplice notifica.

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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