Olmo, entro l’anno i lavori per il sottopasso

Entro l’anno prenderanno il via i lavori del sottopasso ferroviario di via Selvanese a Olmo, al confine col comune di Venezia, che dureranno circa quindici mesi. Nei giorni scorsi sono iniziati il procedimento e gli espropri per togliere il passaggio a livello della linea dei Bivi che sarà riattivata con la metropolitana regionale. Lì, infatti, transiteranno i convogli per l’ospedale di Mestre e la frequenza dei treni sarà piuttosto elevata. Per ora non sorgerà la stazione del Sfmr, anche se l’obiettivo del Comune di Martellago è quella di portarla a casa. In totale saranno una ventina i residenti di via Selvanese che saranno interessati all’esproprio di terreni vicini alla casa. La nuova opera sarà alta 4,50 metri e larga poco più di dieci, con due corsie da 3,75 metri, oltre alla pista ciclabile, alle banchine e al marciapiede. In totale il finanziamento sarà di 5 milioni di euro, tutto a carico della Regione. Dopo l’approvazione del progetto definitivo si partirà col bando. Inoltre saranno realizzati un sottopasso carrabile in asse al sedime di via Selvanese e una contro-strada a senso unico che scavalcherà l’asse principale e permetterà l’accesso alle proprietà dei frontisti. Sarà potenziata anche la viabilità secondaria, che poi s’innesterà su via Selvanese con una nuova rotatoria, che continuerà sul territorio di Venezia. Per la prima metà del 2011, i lavori dovrebbero terminare, in modo da rendere fluido il traffico tra i comuni di Martellago e Venezia. La linea dei Bivi, conosciuta anche con il nome di Cintura di Mestre, era una linea ferroviaria elettrificata a doppio binario ubicata nella periferia di Mestre. La ferrovia collegava direttamente le linee per Milano, Trento, Udine e Trieste evitando la stazione di Venezia Mestre. La tratta si dipartiva dalla Milano-Venezia dal Bivio Mirano, nei cui pressi era situata una sottostazione elettrica con tanto di raccordo. Poi incrociava la quella di Trento presso l’Attraversamento Valsugana a cui era raccordata tramite il Bivio Spinea e il Doppio Bivio Orgnano, che terminava presso il Posto di Movimento di Olmo-Trivignano. La ferrovia continuava incrociando la linea per Udine presso l’Attraversamento Udine, il Bivio Trivignano, il Doppio Bivio Marocco e il Bivio Dese. Infine confluiva sulla linea per Trieste presso il Bivio Carpenedo. Ne è prevista la ri-attivazione. La linea era nata essenzialmente per scopi militari. Ebbe un brevissimo traffico passeggeri durante e subito dopo la seconda guerra mondiale, tanto che l’impianto di Olmo-Trivignano fu abilitato al servizio passeggeri. Nel 1947 furono soppressi i bivi Spinea, Orgnano e Dese e relativi raccordi. La ferrovia rimase in uso fino agli anni novanta del XX secolo per il trasporto di merci e per l’instradamento di alcuni treni passeggeri di transito, come l’Espresso notturno Roma-Calalzo. A causa della limitazione della velocità a sei km/h sugli attraversamenti, l’uso della linea andò scemando anno dopo anno, finché nel 1993 fu abbandonata la tratta Bivio Trivignano-Bivio Carpenedo. L’anno successivo fu chiuso al traffico anche il resto.

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Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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