Silvano Checchin vince l’onda di destra

Silvano Checchin è il nuovo sindaco di Spinea. Vince il turno di ballottaggio contro il rivale delle civiche, Fabio Padovan e strappa il Comune al centrodestra dopo dieci anni di amministrazione Tessari. Il centrosinistra conquista il 56,63 per cento delle preferenze, Padovan si ferma al 43,37 per cento. Una vittoria netta, che fa piazza pulita di ogni ipotesi di sommatoria delle preferenze raccolte dalle singole liste al primo turno. Al ballottaggio Checchin e Padovan ci arrivano rispettivamente con il 40,51 e il 28,67 per cento dei consensi. Fuori Edmondo Piazzi (Spinea per la Libertà, Lega Nord e Cdu per Spinea), col 22,28 per cento e i due outsider, Gianpier Chinellato (Udc e 585-comitati viabilità e urbanizzazione) col 5,71 per cento e Alessandro Fontana (Spinea rossoverde per il cambiamento) col 2,82 per cento. Scatta la corsa agli apparentamenti: senza Piazzi, Padovan non ce la può fare. Nonostante un mese di campagna elettorale al veleno è lo stesso sindaco uscente a tessere la tela: Tessari ricompatta quasi tutto il centrodestra, stringendo apparentamenti con Lega Nord e Spinea per la Libertà. Checchin invece sceglie di non formalizzare alleanze e si presenta al secondo turno con la stessa squadra di quindici giorni prima: Pd, Italia del Valori, Partito socialista e civica Spinea Con. Una strategia rischiosa, ma che alla fine viene premiata dagli elettori e permetterà a Checchin di governare 5 anni con una squadra compatta. Determinanti per la vittoria di Checchin i voti del centro e dei comitati. Pur senza apparentamenti ufficiali infatti Udc e 585 avevano esplicitamente dato indicazioni di voto a favore del candidato del centrosinistra, in controtendenza rispetto al voto provinciale, dove i centristi erano alleati della destra. Lo stesso aveva fatto anche il Cdu per Spinea, sganciatosi dal treno di Piazzi per sostenere Checchin. Scelte decisive, che dopo dieci anni hanno spostato il baricentro del consenso dalle civiche a quella che finora era stata l’opposizione di Tessari. Nel nuovo Consiglio comunale a sedere tra i banchi della minoranza sarà proprio l’ex sindaco. Nel suo gruppo finiscono anche il medico ed ex assessore alle Politiche sociali Carmelo Sebastiano Ruggeri mentre viene riconfermata la consigliera Franca Zamengo. Spinea per la Libertà mette in Consiglio anche Mauro Armelao, ex assessore alla Sicurezza, il più votato di tutti al primo turno con 285 preferenze. Torna in Consiglio, dopo anni di assenza anche la Lega, che entra nel parlamentino col capolista e coordinatore Roberto Lazzarin. Ma le novità sono soprattutto nella maggioranza. A cominciare dal più giovane: Luca D’Atri, 26 anni, che ha portato a casa ben 185 preferenze. Con lui entrano in Consiglio per i democratici anche Stefania Busatta e Piercarlo Signorelli, già candidato sindaco per il centrosinistra nel 2004. Nel gruppo del Pd ci saranno anche Paolo Barbiero, Luana Parolari e Loredana Mainardi. Gli ultimi due volti nuovi per i democratici sono il giovane Emanuele Ditadi, 31 anni, e il coordinatore comunale del Pd Riccardo Da Lio. Con Checchin entra in Consiglio comunale per la prima volta anche l’Italia dei Valori, che di consiglieri ne fa addirittura due: il capolista Giorgio Conte e Alfonso Delfino. Gli altri due volti della maggioranza sono espressi dalla lista civica “Spinea con”: si tratta di Adriano Bonaventura e Gianpietro Buiatti.

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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