Nuovo ospedale, il Consiglio si spacca sul sito

(continua da pag. 1) Nel frattempo si presenta, insieme al collega di Piove di Sacco, lo scorso 21 luglio in Regione alla Quinta commissione Sanità, per discutere del futuro di Chioggia e del sito in cui potrebbe essere realizzata la struttura ospedaliera.
“Abbiamo affermato l’utilità di un nuovo polo ospedaliero, ubicato in maniera baricentrica rispetto a tutto il territorio dell’Ulss, che resta di Chioggia, Cavarzere e Cona, e precisamente a quattro chilometri dall’attuale struttura nella frazione di Sant’Anna”. Se non ci saranno intoppi, si prevedono 4-5 anni di tempo per la sua realizzazione. Non approvano le opposizioni questo modo di procedere. Nel Consiglio comunale del 15 luglio avevano proposto altre tre soluzioni: la ristrutturazione e l’ampliamento dell’attuale ospedale, il Parco degli orti a Brondolo, Ca’ Lino dopo il ponte sul Brenta ad est della Romea.
Nel tentativo di trovare una strada unitaria la questione era stata rimandata al Consiglio comunale successivo, dopo dieci giorni, ma il sindaco convocato in Regione, all’audizione presso la Quinta commissione, nel suo intervento ha citato soltanto l’opzione della maggioranza. Un comportamento “arrogante e scorretto”, lo ha definito il capogruppo del Pd Lucio Tiozzo, che “non rispetta il ruolo del Consiglio”.
Le opposizioni sono scettiche anche sulla scelta di finanziare per metà l’opera, il cui costo complessivo è stimato in circa 120 milioni di euro, attraverso privati con lo strumento della finanza di progetto. L’altra metà verrebbe finanziato attraverso contributi regionali e la valorizzazione delle aree dimesse. “Prima di sposare la finanza di progetto — si chiede Lucio Tiozzo – perché non verifichiamo come sta andando all’ospedale dell’Angelo di Mestre?” Ed invita a prendere ancora una volta in considerazione l’ampliamento dell’esistente. “Utilizziamo quei 50 milioni di euro che la Regione ha messo a disposizione per migliorare l’ospedale che abbiamo già”. Una proposta che sta a cuore anche all’ex sindaco Fortunato Guarnieri, “ci sono spazi in altezza e in larghezza per ampliarlo” osserva, e ribadisce in caso di scelte diverse della opportunità di ricorrere allo strumento del referendum per sondare la volontà della cittadinanza. Giorgio Varirsco, Rc, invece si sofferma a riflettere sulla raggiungibilità della nuova struttura: questo potrebbe essere un problema per i molti anziani e le persone che non hanno la possibilità di arrivarci con mezzi propri. C’è poi da considerare la questione in termini più ampi dal punto di vista della viabilità. Un problema che nella scelta del sito è stato preso in considerazione, assicura il sindaco.
“40 anni fa con grande lungimiranza — ricorda il primo cittadino — si è spostato l’ospedale da Riva Vena, oggi per i prossimi 40 anni dobbiamo osare una scelta della stessa natura” senza tuttavia trascurare — aggiunge – quegli aspetti di criticità che vanno risolti. “Un ospedale decentrato dai centri abitati — precisa nella sua relazione in Regione — impone di individuare e di realizzare contestualmente le infrastrutture per la mobilità”. “Abbiamo ottenuto proprio recentemente il finanziamento della viabilità alternativa alla Romea per arrivare al di là del Brenta, – prosegue – che si collegherà con via mediterraneo e quindi con Chioggia e Sottomarina. Oltre il Brenta sarà possibile disegnare una nuova viabilità interna che arriva fino alla strada Margherita punto di snodo per la nuova area industriale e per il collegamento con la Bretella della Romea commerciale. Tenendo conto di questa programmazione viaria la nuova infrastruttura può essere collegata sia ad ovest della Romea e del Canal di Valle ovvero ad est, dove attualmente è prevista la realizzazione della nuova area produttiva direzionale commerciale”. Romano Tiozzo alla fine ha ottenuto i voti della maggioranza, mentre l’opposizione ha continuato a ritenere “la proposta debole, insufficiente e unilaterale — sono le parole del capogruppo del Pd Lucio Tiozzo nel corso della seduta consiliare del 27 — il sito va individuato dopo aver vagliato un ventaglio di proposte” a partire da quella dell’ampliamento dell’attuale.

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Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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