Ancora qualche mese per la ripresa economica nella Saccisica

Si preannuncia amaro il rientro dalle ferie per i lavoratori piovesi. Secondo i sindacati della Cisl e della Cgil la ripresa dell’economia prevista per settembre, nella Saccisica slitterà ancora di qualche mese. E non sono confortanti nemmeno i dati sui lavoratori iscritti alle liste di mobilità, quindi licenziati, da gennaio ad oggi.
Secondo i dati della sottocommissione al Lavoro della Provincia, forniti alle sigle sindacali, solo nelle piccole imprese in tutto sono stati 269 le persone che hanno perso il lavoro.
I primi due mesi dell’anno si sono conclusi pari merito, con gennaio e febbraio segnati entrambi da 34 iscrizioni alle liste di mobilità. Numero che è salito a 36 a marzo, per scendere poi a 21 nel mese di aprile.
Sembrava un segnale positivo ma subito è arrivata la mazzata che ha azzerato ogni illusione, con maggio che è stato marchiato a fuoco da 50 licenziamenti, il picco più alto registrato nel 2009. All’inizio di giugno la situazione è migliorata, con “sole” 29 iscrizioni alle liste di mobilità, schizzate però a 37 a fine mese. Al 27 di luglio, i licenziati ammontavano a 28.
“Non sappiamo quanti di questi abbiano trovato lavoro e quanti lo stiano ancora cercando — afferma Adriano Pozzato, segretario provinciale della Cisl -. La situazione è delicatissima e lo sarà ancora di più da settembre, in concomitanza con il rientro al lavoro di chi ha finito le ferie. Nell’ultimo periodo in tutta la provincia si è registrata una lieve contrazione della cassa integrazione ma, come si può vedere, i numeri sui licenziamenti rimangono ancora alti.
Come sindacato, nel Piovese in particolare crediamo sia necessario rafforzare un tavolo tra tutti i Comuni dell’area per trovare assieme le soluzioni a questa crisi.
Noi una proposta ce l’abbiamo: avviare una sorta di contratti di solidarietà che vedano i dipendenti stabili ridursi le ore di lavoro per farle coprire dai colleghi a rischio, per fare in modo che tutti rimangano assunti. Sperando sempre che i segnali di miglioramento non tardino ad arrivare”.
Più pessimista è la Cgil, che per voce del segretario provinciale Andrea Castagna specifica: “Non si tratta di un sentimento negativo, ciò che ci fa dire che la ripresa è lontana sono i numeri della realtà.
Temiamo che dopo le ferie, finite le ore di cassa integrazione, le aziende ricorrano in forma ancora maggiore alla mobilità con il rischio di licenziamenti consistenti da parte delle imprese che non ravvedono la fine della crisi.
Da questo punto di vista i segnali di ripresa nazionali non sono confortanti. Il nostro Pil attualmente è a meno cinque per cento, se anche aumenterà dello 0,4 per cento alla fine dell’anno farà poca differenza”.

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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