Dopo l’estate tira aria di disoccupazione

L’effetto della crisi globale è giunta ad Adria coinvolgendo in primis le poche grandi aziende esistenti. A cascata ne hanno risentito anche le molte piccole e medie aziende e il settore del commercio e dei servizi che impegnano la maggior parte dei lavoratori residenti. Il Centro per l’Impiego di Adria ha visto crescere le domande di disoccupazione con un aumento del numero degli uomini rispetto alle donne. Nel 2008 gli iscritti nelle liste di mobilità erano 252 femmine e 153 maschi. Tra gennaio e luglio del 2009 gli iscritti sono 197 femmine e 189 maschi. Questo dato è significativo in quanto si collega direttamente alle chiusure delle aziende di grandi dimensioni. Inoltre indica che l’occupazione femminile non ha subito variazioni, continuando a penalizzare le donne. Gli iscritti al Cpi al 30 giugno 2008 erano in calo del 7%, mentre al 31 dicembre del 2009 sono balzati al 19%, a causa dell’effetto crisi globale scoppiata tra ottobre e novembre del 2008. Ora gli aumenti in percentuale si sono ridotti, ma si mantengono costanti, sottolineando la mancanza di ripresa dell’economia del territorio. In compenso la Provincia di Rovigo è quella che ha avuto meno disoccupati rispetto a Padova e Vicenza, territori fortemente industrializzati, traino del Nord-est. La Consigliera di Parità e responsabile del Cpi di Adria Anna Maria Barbierato ha dipinto il quadro della situazione nel territorio adriese: “Purtroppo assistiamo ad una crisi molto pesante. Due esempi: la Socoterm che ha messo in mobilità molti dipendenti e la Ro.Car. che ha fatto richiesta della cassa integrazione per i suoi 76 dipendenti. Da ricordare poi la penalizzazione del lavoro femminile soprattutto con la chiusura negli scorsi anni di molte aziende del tessile, che assicuravano il lavoro a molte donne. Il commercio ha tenuto fino all’anno scorso, ma ha già iniziato a risentire della crisi. Per ora il settore che riesce ad assicurare un posto di lavoro è quello dei servizi alla persona come badanti, operatori socio sanitari.” Alessandro Rebba dell’Osservatorio Mercato del Lavoro della Provincia di Rovigo, ha rincarato la dose: “Il settore metalmeccanico che aveva un certo numero di occupati ha risentito in primis della crisi. Il settore edile è andato rallentando, tanto che nel 2008 le ore di cassa integrazione ordinaria edilizia in provincia ammontavano a 119.754, mentre quelle da gennaio a luglio 2009 sono già 241.632. Si attende la fine delle vacanze e la riapertura delle aziende per vedere cosa succederà e se ci sarà ripresa”. Marco Bovolenta di Cna traccia le principali difficoltà del settore artigianato, che raduna la maggior parte dei lavoratori del territorio adriese: “La prima difficoltà è il credito alle imprese, in quanto servono delle garanzie che molto spesso un piccolo imprenditore non possiede. Questo porta anche alla mancanza di investimenti, vero propulsore delle aziende artigiane che così non possono specializzarsi e rendersi competitive sul mercato. Le uniche a non risentire ancora della crisi sono le imprese di servizio come idraulici, elettricisti. Una nostra proposta è stata quella di dare alle imprese locali i lavori degli appalti pubblici al di sotto dei 500 mila euro, così da far ripartire l’economia dei piccoli: volano dell’intero tessuto economico della città.”

ELISA CACCIATORI

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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