Este presta soldi agli operai a casa

Casse integrazioni che aumentano, lavoratori sempre più a casa e sempre meno in azienda, ditte che rischiano di non resistere fino al termine dell’anno. Lo scenario tragico che il mondo lavorativo sta vivendo non può lasciare semplici spettatrici le amministrazioni comunali della Bassa Padovana, che già da mesi hanno attivato quanto possibile per venire incontro alle esigenze delle famiglie rimaste senza uno stipendio. I bilanci delle singole municipalità sono sempre più imbottiti di voci riservate al binomio sociale-crisi economica. Ecco dunque i cosiddetti “fondi di solidarietà” che molti Comuni hanno messo in bilancio per quest’anno e sicuramente anche per il prossimo.
E’ il caso di Este. La giunta di centrosinistra guidata da Giancarlo Piva ha infatti confezionato un fondo di cinquantamila euro, riservato in particolar modo ai dipendenti della Komatsu Utility Europe. Una realtà, questa, che per anni ha dato pane a centinaia di operai atestini. Secondo quanto stabilito dall’amministrazione di Este, la somma erogata dovrà essere restituita in due anni. Il prestito d’onore è stato “inaugurato” nel novembre scorso e in quasi dieci mesi ha raccolto non più di sette richieste d’accesso allo stanziamento. Segno che forse non sono molti quelli che effettivamente hanno “l’acqua alla gola”, o più semplicemente che le famiglie cercano ancora di camminare sulle proprie gambe.
Sempre dalla municipalità murata è stato attivato anche “prestito d’onore sulla casa”, mirato alle emergenze abitative per i residenti di Este. Ogni richiedente ha la possibilità di richiedere un prestito, che però non dovrà superare i 1.200 euro, per il pagamento di mutui o affitti legati alla casa. Anche in questo caso sarebbero una decina le richieste presentate in Comune. Iniziative come quelle proposte ad Este sono state proposte anche a Baone, con budget ovviamente ridotto, e ad Ospedaletto Euganeo. Qui non è solo il Comune ad aver portato avanti l’iniziativa di sostegno economico, bensì anche la locale Bcc e la parrocchia. Parrocchie che, è il caso di dirlo, spesso e volentieri sono le prime ad accogliere il grido di sofferenza delle famiglie. I sacerdoti sottolineano che per ora la gente chiede più che altro un sostegno morale, e nessuno (salvo rare eccezioni) bussa alla porta per chiedere soldi ed elemosina. Le previsioni, tuttavia, non sono certamente rosee. Ovviamente gli interventi messi a punto dalle amministrazioni comunali, dalle parrocchie e dalle banche non sono sufficienti a risolvere tutti i casi delle famiglie bisognose di un aiuto. Ma si tratta pur sempre di una forma concreta di intervento e di un uso di denaro pubblico che, una volta tanto, non va disperso in mille rivoli ma viene orientato effettivamente a chi ne ha bisogno. Gli amministratori si augurano, naturalmente, che la crisi passi al più presto, anche se le forme di solidarietà messe in atto dovranno comunque continuare ad essere attive a lungo per aiutare chi fatica a renserirsi nel mondo del lavoro o chi si trova a sostenere situazioni di difficoltà improvvise. Va estesa anche la mutualità, per cui i prestiti restituiti potranno essere subito destinati ad altri soggetti bisognosi.

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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