I detenuti riparano gli impianti sportivi

I detenuti di Rebibbia sono arrivati a Campolongo in villa Maniero a settembre, per fare uno spettacolo sul senso della legalità e delle culture all’interno del Mediterraneo. Ad organizzare l’evento è stato l’assessore alla Cultura Paolo Bordin che ha annunciato inoltre che sono impiegati nella manutenzione degli impianti sportivi di Liettoli e Bojon 4 detenuti provenienti dal carcere di Santa Maria Maggiore. Partiamo dallo spettacolo. Lo spettacolo è arrivato dopo un percorso coordinato dal circolo culturale “Rino Gaetano” di Roma. La prima infatti si è tenuta il 9 luglio scorso grazie al Garante dei detenuti del Lazio Angiolo Marroni e Maurizio Costanzo, direttore artistico dei Teatri Parioli e Brancaccio di Roma, che hanno partecipato alla “prima di “Mediterraneo”, spettacolo scritto fra gli altri dall’educatore Antonio Turco e messo in scena dal Laboratorio Teatrale Permanente della Casa di Reclusione di Rebibbia. Accanto alla Compagnia teatrale dei detenuti c’era anche la band originale di Rino Gaetano. “Abbiamo avuto il via libera — dice Bordin – per tenere in villa Maniero lo spettacolo dei detenuti di Rebibbia Mediterraneo. Lo spettacolo e’ stato dedicato al Mediterraneo come contenitore delle culture degli ospiti del carcere. I detenuti magrebini, arabi, slavi, rumeni, campani, laziali, rom, siciliani, salentini, con il contributo di due detenuti dell’America latina, hanno offerto una visione complessa dei ricordi delle terre di origine. Dei loro riti legati alle immagini degli amori giovanili, delle loro speranze disilluse, del loro dramma di sentirsi diversi in ambienti nuovi che li respingono”. Sono stati affrontati i temi legati alla legalità e le questioni legate al reato di clandestinità. Ma le novità a Campolongo non sono state solo queste. “Abbiamo attivato concretamente — spiega Bordin — una convenzione con il ministero della Giustizia per l’ utilizzo di una serie di detenuti in lavori socialmente utili. Si tratta di 4 detenuti che sono stati impiegati, nella sistemazione del campo da calcio di Bojon e degli impianti sportivi di Liettoli, cioè dell’auditorium Monteverdi”.

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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I detenuti riparano gli impianti sportivi

I detenuti di Rebibbia sono arrivati a Campolongo in villa Maniero a settembre, per fare uno spettacolo sul senso della legalità e delle culture all’interno del Mediterraneo. Ad organizzare l’evento è stato l’assessore alla Cultura Paolo Bordin che ha annunciato inoltre che sono impiegati nella manutenzione degli impianti sportivi di Liettoli e Bojon 4 detenuti provenienti dal carcere di Santa Maria Maggiore. Partiamo dallo spettacolo. Lo spettacolo è arrivato dopo un percorso coordinato dal circolo culturale “Rino Gaetano” di Roma. La prima infatti si è tenuta il 9 luglio scorso grazie al Garante dei detenuti del Lazio Angiolo Marroni e Maurizio Costanzo, direttore artistico dei Teatri Parioli e Brancaccio di Roma, che hanno partecipato alla “prima di “Mediterraneo”, spettacolo scritto fra gli altri dall’educatore Antonio Turco e messo in scena dal Laboratorio Teatrale Permanente della Casa di Reclusione di Rebibbia. Accanto alla Compagnia teatrale dei detenuti c’era anche la band originale di Rino Gaetano. “Abbiamo avuto il via libera — dice Bordin – per tenere in villa Maniero lo spettacolo dei detenuti di Rebibbia Mediterraneo. Lo spettacolo e’ stato dedicato al Mediterraneo come contenitore delle culture degli ospiti del carcere. I detenuti magrebini, arabi, slavi, rumeni, campani, laziali, rom, siciliani, salentini, con il contributo di due detenuti dell’America latina, hanno offerto una visione complessa dei ricordi delle terre di origine. Dei loro riti legati alle immagini degli amori giovanili, delle loro speranze disilluse, del loro dramma di sentirsi diversi in ambienti nuovi che li respingono”. Sono stati affrontati i temi legati alla legalità e le questioni legate al reato di clandestinità. Ma le novità a Campolongo non sono state solo queste. “Abbiamo attivato concretamente — spiega Bordin — una convenzione con il ministero della Giustizia per l’ utilizzo di una serie di detenuti in lavori socialmente utili. Si tratta di 4 detenuti che sono stati impiegati, nella sistemazione del campo da calcio di Bojon e degli impianti sportivi di Liettoli, cioè dell’auditorium Monteverdi”.

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I detenuti di Rebibbia sono arrivati a Campolongo in villa Maniero a settembre, per fare uno spettacolo sul senso della legalità e delle culture all’interno del Mediterraneo. Ad organizzare l’evento è stato l’assessore alla Cultura Paolo Bordin che ha annunciato inoltre che sono impiegati nella manutenzione degli impianti sportivi di Liettoli e Bojon 4 detenuti provenienti dal carcere di Santa Maria Maggiore. Partiamo dallo spettacolo. Lo spettacolo è arrivato dopo un percorso coordinato dal circolo culturale “Rino Gaetano” di Roma. La prima infatti si è tenuta il 9 luglio scorso grazie al Garante dei detenuti del Lazio Angiolo Marroni e Maurizio Costanzo, direttore artistico dei Teatri Parioli e Brancaccio di Roma, che hanno partecipato alla “prima di “Mediterraneo”, spettacolo scritto fra gli altri dall’educatore Antonio Turco e messo in scena dal Laboratorio Teatrale Permanente della Casa di Reclusione di Rebibbia. Accanto alla Compagnia teatrale dei detenuti c’era anche la band originale di Rino Gaetano. “Abbiamo avuto il via libera — dice Bordin – per tenere in villa Maniero lo spettacolo dei detenuti di Rebibbia Mediterraneo. Lo spettacolo e’ stato dedicato al Mediterraneo come contenitore delle culture degli ospiti del carcere. I detenuti magrebini, arabi, slavi, rumeni, campani, laziali, rom, siciliani, salentini, con il contributo di due detenuti dell’America latina, hanno offerto una visione complessa dei ricordi delle terre di origine. Dei loro riti legati alle immagini degli amori giovanili, delle loro speranze disilluse, del loro dramma di sentirsi diversi in ambienti nuovi che li respingono”. Sono stati affrontati i temi legati alla legalità e le questioni legate al reato di clandestinità. Ma le novità a Campolongo non sono state solo queste. “Abbiamo attivato concretamente — spiega Bordin — una convenzione con il ministero della Giustizia per l’ utilizzo di una serie di detenuti in lavori socialmente utili. Si tratta di 4 detenuti che sono stati impiegati, nella sistemazione del campo da calcio di Bojon e degli impianti sportivi di Liettoli, cioè dell’auditorium Monteverdi”.

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