Stagione da dimenticare per i maiscoltori

Il mondo agricolo non è assolutamente soddisfatto della raccolta in corso, in quanto i prezzi sono scesi sotto il limite della convenienza economica: il mais quest’anno costa 113 euro a tonnellata, il frumento 129. In particolare, secondo le stime di Coldiretti e delle cooperative maidicole la produzione 2009 è inferiore rispetto al 2008 dal 10 al 20 per cento per ettaro, a seconda delle zone. Mettendo assieme la minor resa con la diminuzione delle superfici investite a mais (-10 Per cento), si stima che il quantitativo di prodotto sul mercato sia inferiore del 30 per cento rispetto all’anno passato. Nonostante questo, contro tutte le leggi della domanda e dell’offerta, i prezzi sono scesi ad un livello non remunerativo. Il direttore del Consorzio maiscoltori, Carlo Stocco ha spiegato le difficoltà dei maiscoltori. “La produzione media quest’anno è fra le 8-9 tonnellate per ettaro e dunque il reddito lordo per gli agricoltori, sommando resa e i 400 euro per ettaro della Pac, è di 1300 euro l’ettaro. Da qui togliamo i costi stimati nelle medesime proporzioni (per ettaro) 200 euro per le sementi, 250 euro per i concimi, 100 euro per i diserbanti, 400 euro per le lavorazioni del contoterzista. Resta un ricavo di 350 euro ma poi ci sono le spese generali (bonifica, contributi associativi, sanità e accessori) che per il mais si aggirano sul 15 per cento, ossia circa 200 euro. Resta una resa di 150 euro che diventa un passivo di 350 euro per chi paga l’affitto, di norma 500 euro ad ettaro. Per recuperare questa perdita occorrerebbe produrre almeno 3 tonnellate di mais in più oppure che il prezzo di vendita fosse minimo di euro 155 alla tonnellata, prezzo ben lontano dall’attuale”.

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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