“Ospedale unico? No grazie”

“E’ prioritario mettere in sicurezza gli ospedali di Mirano, Dolo e Noale. Poi si parladi ospedale unico”. E’ questa la posizione emersa nell’esecutivo dei sindaci dell’ Ulss 13 che si è riunito perla prima volta Si è riunito nelle scorse settimane il nuovo esecutivo della Conferenza dell’Ulss 13 composto dal Presidente, dal vicepresidente Fabio Livieri sindaco di Campagnalupia, Michele Carpinetti sindaco di Mira, Leonardo Galenda Sindaco di Vigonovo, Silvano Checchin sindaco di Spinea, Stefano Tosatto delegato del sindaco di Scorzè.
Nel confronto con la Direzione dell’Azienda Ulss13 è stata esaminata la situazione dei servizi socio-sanitari in relazione ai vincoli di Bilancio, alle risorse disponibili, agli indirizzi della programmazione regionale. In primo luogo è stata posta la richiesta già inviata a ottobre 2008 alla Regione dall’Azienda ULSS, in pieno accordo con la Conferenza, per il finanziamento degli interventi di messa in sicurezza dei plessi ospedalieri di Dolo e Mirano Si è discusso anche dei servi decentrati di Fiesso della nuova piattaforma per Sale operatori, Pronto Soccorso, Rianimazione, Radiologia e per le degenze e a Mirano il nuovo monoblocco (De Carlo 3).
E’ stata inoltre confermata la scelta attivare nell’Ospedale di Noale la struttura di Lungodegenza e Riabilitazione a servizio dell’Ulss 13 e di quelle limitrofe, in un’ottica di Area Vasta.
L’esecutivo, ribadendo la posizione già assunta in precedenza dalla Conferenza, ha deliberato di assegnare la massima priorità ed urgenza a tali interventi da attuarsi contemporaneamente, e sollecita la Regione ad attivare da subito i finanziamenti richiesti.
Rispetto alla discussione sull’ospedale unico innescata lo scorso luglio dall’Assessore Regionale alla Sanità Sandri, l’esecutivo, tenuto conto della imminente scadenza del mandato regionale, ritiene che si possa iniziare il confronto con la Regione, attraverso il Tavolo Istituzionale già richiesto, solo sulla base di dati programmatori chiari ed oggettivi, con relative valutazioni sulle risorse economiche necessarie, sulle modalità di finanziamento, sulla collocazione territoriale e sulle tempistiche di realizzazione.
A questo proposito l’ esecutivo sottolinea che i tempi per avviare il confronto e per l’iter eventualmente necessario a raggiungere l’obiettivo ospedale unico sono incompatibili con l’indifferibile urgenza di messa in sicurezza delle attuali strutture sopra evidenziata.

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“Ospedale Unico? No grazie”

“Ospedale unico? Prima potenziamo Mirano, servono reparti in linea con le esigenze del territorio”. A chiederlo è il comitato Carlo Salvioli, nella presentazione dell’annuale rapporto sullo stato di salute dell’Asl 13. “Oggi quella del reparto di Ortopedia e Traumatologia — spiega il presidente Aldo Tonolo — non è più solamente una necessità del territorio, basti pensare all’apertura del Passante e all’accesso da Spinea”. Nel rapporto il Salvioli chiede anche di dare concretezza alla storica classificazione regionale di ospedale di Lungodegenza e Riabilitazione di Noale. “In realtà — afferma Tonolo — la Riabilitazione non è mai stata attivata, c’è solo il primario”. Prosegue il comitato: “Va valutata anche la necessità di aprire una sezione di Radioterapia a Mirano, con eventuale partecipazione finanziaria di privati, considerata l’eccellente attività dell’Unità operativa di Oncologia miranese”. Ma il comitato chiede anche maggior coraggio alla direzione dell’Asl per superare il vincolo della spesa storica del 2008 imposto dalla Regione, soprattutto in vista del nuovo riparto del fondo regionale che assegna alla Asl di Mirano-Dolo 26 milioni di euro in più. Ma sul futuro dell’Asl di Mirano e Dolo incombe prima di tutto lo spettro dell’ospedale unico. “L’attività degli ospedali — prosegue Tonolo — va valutata tenendo conto anche della capacità di attrazione e della fuga dei residenti, mentre per i funzionari regionali sembra contare solo il controllo della spesa corrente. Restiamo nettamente contrari all’ipotesi di ospedale unico, perché non se ne vede l’utilità. Gli ospedali dell’Ulss 13 sono moderni e funzionali, sotto-dimensionati, di costruzione recente, ben distribuiti sul territorio. Servono solo modesti interventi di completamento, il terzo monoblocco a Mirano e il quello operatorio di Dolo. L’Ulss 13 è stata classificata dall’Agenzia regionale la prima delle 22 Ulss venete per efficienza e complessità di interventi. Nonostante ciò è al penultimo posto nella graduatoria dei finanziamenti procapite”. Per il Salvioli serve invertire la tendenza: “Il processo è solo all’inizio — prosegue Tonolo — la forbice tra Ulss ricche (ad esempio la 12) ed Ulss povere (la nostra) è ancora troppo ampia a fronte di necessità sanitarie dei cittadini che sono sempre le stesse”. Insomma per il comitato i problemi dell’Asl 13 non sono le strutture, ma i finanziamenti. “La chiusura dei reparti e le liste d’attesa sono questioni dove l’edilizia ospedaliera non c’entra. Contano invece i finanziamenti ridotti che non consentono l’adeguamento degli organici. È vero che qualche spesa può essere razionalizzata con l’ospedale unico, ma a costo di un intasamento della viabilità e di scomodità per i residenti che oggi godono invece di una sanità diffusa sul territorio, invidiata dai residenti di altre Ulss. La zona di Veneto City è in un territorio con un sistema viario già congestionato di suo, senza aggiungerci anche l’ospedale unico”.

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