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Caccia al piccione, mezzo flop “ma non ci arrendiamo”

Il problema del sovraffollamento delle colonie di piccioni non ha risparmiato Monselice. Nei mesi scorsi l’amministrazione comunale aveva messo a punto un progetto per risolvere il problema con l’impiego di famiglie di falchi. I volatili dovevano “dissuadere” la nidificazione dei piccioni, ma l’iniziativa stenta a decollare. Inoltre, questo provvedimento, ha incassato il parere negativo dell’opposizione. “Il problema potrebbe essere risolto in brevissimo tempo, se ci fosse la collaborazione di tutti — ha commentato l’assessore Gianni Mamprin – L’efficacia del progetto di allontanamento di volatili nocivi a mezzo falco è legata a molti fattori. A esempio l’abitudine di alcuni residenti di dare del cibo ai piccioni e la presenza di buchi e feritoie nelle mura e in altri edifici storici che offrono rifugio. Su entrambi gli aspetti l’Amministrazione intende intervenire con specifici provvedimenti”.
L’attività di contrasto finanziata dal Comune non è quindi conclusa. Il progetto sarebbe giunto alla metà della sua esecuzione. Il caldo afoso delle ultime settimane ha messo a dura prova la resistenza dei rapaci consigliando di ridurre i tempi di utilizzo. “E’ quindi prematuro fare dei bilanci in merito, così come è poco razionale confrontare tale provvedimento con altri relativi ad emergenze di tutt’altra natura — continua l’assessore – Occorre considerare quanto più costerebbe alla collettività riparare ai guasti che i volatili provocano con il loro guano. Altri metodi di contrasto, più o meno cruenti, si sono dimostrati meno efficaci anche per l’alto tasso di riproduzione dei volatili”. Il Rapporto Nomisma del 2007 spiega che la pulizia e la bonifica di aree pubbliche, come giardini e portici, costa 10 euro per colombo, che salgono fino a 23 euro per volatile con la pulizia e il restauro dei monumenti. Il problema della sovrappopolazione dei piccioni esiste ed è un problema grave per il degrado che arreca ai monumenti di una città ricca di storia e di arte come Monselice.
Negli ultimi anni hanno adottato l’uso dei falchi diversi Comuni italiani, per il Veneto si possono citare Vicenza e Rovigo. I rapaci sono utilizzati anche negli aeroporti di Verona e di Venezia per prevenire il pericolo dell’impatto con gli aerei, il cosidetto birth-strike. “Siamo sicuri che con la collaborazione di tutti — conclude il vicesindaco Mamprin — i risultati non tarderanno ad arrivare”.

Giorgia Gay
Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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