Condannati a restare indietro?

Non ha esitato un secondo il sindaco di Casale di Scodosia, Renato Modenese, a prendere la parola alla fine della presentazione, per dare la proprio giudizio sui contenuti del Pati. “Molte amministrazioni sono state rinnovate in occasione delle recenti elezioni — ha spiegato — e non conoscono i contenuti del Piano. Io stesso, malgrado abbia ricoperto la carica di consigliere provinciale prima di tornare a fare il primo cittadino, non ne conosco tutti gli aspetti e dunque ritengo che l’argomento debba essere ulteriormente approfondito. Inoltre, da quanto ho potuto capire oggi il sistema delle perequazioni finirà con il penalizzare il comune di Casale in quanto l’espansione dell’area produttiva, prevista a Nord del Montagnanese, non ci vedrà coinvolti e dunque la nostra area artigianale verrà sacrificata, credo sia necessario rivedere qualcosa o almeno stabilire un altro criterio di indennizzo”. Anche i consiglieri di maggioranza di Megliadino San Virale, Renzo Casumaro e Nevio Imperatore, si sono aggiunti alle richieste avanzate da Modenese. “Lo scorso quinquennio — ha spiegato Casumaro — io ero all’opposizione e il sindaco precedente non ha mai portato l’argomento Pati in Consiglio. Dunque auspico anch’io che il discorso venga approfondito”. “Ci rendiamo conto – ha commentato invece Imperatore — che i tempi sono corti e che ora è necessario procedere all’adozione del Piano, e certo non vogliamo passare il mandato a rivedere quanto era già stato deciso, ma ci serve un po’ di tempo”. Alle titubanze sono seguite le rassicurazioni del sindaco di Montagnana, Giuseppe Mossa, preoccupato che sulla questione si rischi di rimanere insabbiati.
“Il Pati è uno strumento programmatico dell’intero territorio, tuttavia le decisioni salienti sul futuro del Montagnanese sono già state prese. Ad esempio l’individuazione dell’area produttiva non è stata una scelta dei comuni ma ci è stata calata dall’alto dalla Provincia e la stessa cosa vale per la rete viaria che in questi anni si sta andando strutturando. Gli aspetti che riguardano i singoli comuni verranno affrontati con i Pat (Piano di assetto territoriale) quindi non c’è nessuna ragione di perdere altro tempo, altrimenti continueremo ad essere “la Bassa” di nome e di fatto”.
Anche secondo il sindaco di santa Margherita D’Adige, Giuliano Nicoletti, che insieme al primo cittadino di Megliadino San Fidenzio ha già adottato il Piano, la perdita di ulteriore tempo sarebbe deleteria per il futuro del territorio. “Capisco le ragioni di chi solo da pochi mesi ha la responsabilità amministrativa del proprio comune — ha spiegato — ma la revisione totale del documento non è possibile.
Quello che serve è iniziare ad avere meno affetto per il proprio campanile e sviluppare uno spirito di territorio”. Tanta urgenza deriva anche dal fatto che il percorso del Pati è ancora molto lungo: dopo l’adozione da parte dei comuni, seguirà il periodo delle osservazioni e delle controdeduzioni, il Piano successivamente passerà alla Conferenza dei servizi per un’ulteriore approvazione e completerà il proprio iter in Regione per la delibera finale ma intanto sarebbe importante portarsi avanti con le richieste di finanziamento.

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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