Cornea curata con i raggi UV

L’ospedale di Monselice è la prima struttura pubblica in provincia di Padova a introdurre il “cross-linking” della cornea con raggi UV e vitamina B per il trattamento dei pazienti affetti da cheratocono. L’Unità Operativa Complessa di Oculistica dell’Ulss 17 si arricchisce così di una nuova tecnologia.
Questa tecnica, consente di curare senza intervento chirurgico i pazienti affetti da una malattia della cornea che colpisce entrambi gli occhi, generalmente in giovane età (fra i 20 e i 30 anni). Questa patologia può portare anche alla necessità di un trapianto di cornea: all’inizio determina un peggioramento della qualità visiva, ma negli stadi più avanzati opacizzazione e in alcuni casi anche la perforazione della cornea.
Il problema si rende evidente con la produzione di distorsioni delle immagini ed una visione confusa sia da vicino che da lontano: un difetto che non può essere risolto con il semplice utilizzo delle lenti. “Questa tecnica – spiega il dottor Giovanni Lo Presti, direttore di Oculistica – rappresenta l’unica possibilità di terapia non chirurgica per questa patologia e ha il vantaggio dell’estrema semplicità e non invasività: è sufficiente infatti una seduta della durata di circa 45 minuti”. Ma l’innovazione non si ferma qui.
Anche per le neo mamme ci sono buone notizie. E’ iniziato infatti il rooming-in 24 ore su 24. Questa iniziativa favorisce l’allattamento e la presa in carico dei neonati da parte dei genitori. In pratica, ora le madri hanno la possibilità di trascorrere tutto il tempo del ricovero immediatamente successivo al parto insieme al neonato, potendo contare su un’assistenza costante del personale del reparto neo-natale. Questo consente di evitare periodi di separazione tra la mamma e il bambino, tra i quali viene quindi a crearsi fin da subito un legame più stretto, in un ambiente “protetto”.
In questo modo viene incentivato l’allattamento, che numerosi studi scientifici internazionali dimostrano essere un elemento a favore sia della salute della mamma e del bambino. Ma quali sono i vantaggi di questa iniziativa per i nuovi genitori?
“Si tratta di un’opportunità in più – sottolinea di dottor Flavio Rossetti, direttore del Dipartimento Materno Infantile e dell’Unità Operativa Complessa di Pediatria – per accompagnare le neo-mamme fino al momento delle dimissioni favorendo una presa di coscienza più serena del loro ruolo. Una mamma può a volte percepire come faticoso lo stare sempre a contatto con il suo bambino, in particolare dopo un taglio cesareo o con un bambino “impegnativo”, ma con il sostegno del personale impara a conoscere meglio le esigenze del neonato e, quando torna a casa, è più consapevole e più sicura rispetto alle madri che hanno avuto un contatto solo intermittente, a “singhiozzo”, con il loro piccolo”. Il progetto è stato realizzato grazie all’impegno di un gruppo multidisciplinare formato da medici, infermiere e ostetriche che ha risposto così alle raccomandazioni Oms-Unicef. Si tratta di una consuetudine diffusa in diverse maternità, fra cui Padova, che ora finalmente sta prendendo piede anche in altri ospedali, come appunto quelli dell’Uls 17.

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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