Torna il comitato Difesa di Chioggia

Torna a costituirsi Comitato Difesa di Chioggia, contro le estrazioni di metano davanti alla nostra costa. I cittadini riuniti intorno al comitato hanno stilato una petizione da inviare al sindaco di Chioggia, al presidente della Provincia, al presidente della Regione Veneto, al presidente della Camera dei Deputati e ai presidenti dei gruppi parlamentari della Camera per richiedere il ripristino del D.L. 179 del 2002 che includeva l’Alto Adriatico tra le zone in cui deve essere vietata la ricerca e la coltivazione degli idrocarburi. Il problema si era già posto per Chioggia nel periodo 1996-2002, quando si stava per autorizzare le compagnie petrolifere a effettuare le estrazioni. L’allarme era stato subito percepito da associazioni ambientaliste come il Wwf e Italia Nostra e da molte categorie anche economiche di cittadini, soprattutto attinenti ai settori della balneazione, del turismo, della pesca e dell’agricoltura.
Avevamo tutti intuito che, come effetto derivante dalla subsidenza (abbassamento del terreno) coniugata con l’eustatismo (innalzamento del mare) era in pericolo la salvaguardia del nostro territorio. In tale contesto nacque in quegli anni il “Comitato Difesa di Chioggia” che, sostenuto da cittadini consapevoli, dalle citate categorie economiche e dalla Pubblica Amministrazione, aveva organizzato una serie di iniziative e di convegni a Chioggia e a Venezia. La partecipazione di esperti indipendenti, anche di fama internazionale, contribuì a fare approvare nel luglio 2002 il D. L. 179 che includeva l’Alto Adriatico tra le zone in cui era vietata la ricerca e la coltivazione di idrocarburi. Il Comitato Difesa di Chioggia, che il Ministero dell’Ambiente ha di fatto riconosciuto segnalandolo nel decreto n. 3 del Dicembre 1999 tra i soggetti che “hanno fatto pervenire le loro osservazioni contrarie”, torna oggi per sensibilizzare, nel rispetto delle leggi, la pubblica opinione. Ora il rischio della ripresa delle estrazioni si fa sempre più reale, in mancanza di un nuovo decreto o di una vera e propria legge in merito. Lo sfruttamento dei giacimenti di metano situati sotto il fondo del mare Adriatico, a pochissimi chilometri dalla costa, costituirebbe un rischio incalcolabile ed inaccettabile per la sopravvivenza ambientale, economica e sociale del fragile territorio clugiense. Le propaggini di quei giacimenti si estendono infatti fino all’interno della linea di costa e il loro sfruttamento metterebbe in serio pericolo Chioggia, Sottomarina,Venezia, la laguna, le spiagge, il delta del Po e dei fiumi Adige, Brenta, Bacchiglione, Gorzone. Proprio nel delta del Po e nel litorale di Ravenna è chiaramente evidente il danno arrecato: vistosi abbassamenti del suolo, ricorrenti esondazioni, erosioni e danni alle spiagge. E’ possibile iscriversi al Comitato anche via mail: www.comitatodifesadichioggia.wordpress.com.

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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