Un impegno per valorizzare la storia del paese

Un impegno per la tutela della cultura locale e della storia di Spinea: Loredana Mainardi, componente della nuova giunta Checchin, ha, tra gli altri, l’assessorato all’Identità e Tradizione locale. “Tanti si stupiscono che Spinea abbia una storia interessante e importante — spiega l’assessore — invece Spinea non è affatto costituita da una strada affiancata da case: è un comune che ha una storia ricca e avvincente”.
Prendiamo ad esempio la via Miranese: quante persone sanno che si tratta di una strada antichissima, probabilmente risalente al periodo romano, di cui si trova traccia nei documenti fin dal 1300? O lo stesso toponimo Spinea, quanti sanno che probabilmente non deriva da “spine, rovi”, ma da un termine latino di urbanistica che indicava l’incrocio di Cardo e Decumano, due tipologie di strade di epoca romana? E ancora, quanti sanno che è stata trovata traccia, in un archivio di Bassano, un documento risalente al primo medioevo che nomina il castello di Orgnano? “Raccontare la storia del nostro paese è un modo di creare, tra bambini e tra adulti, un senso civico di identità. Prendiamo villa Simion, edificio simbolo della storia culturale di Spinea: chi ne conosce la storia, in qualche modo adotta quella villa, la ama e se ne prende cura. Tutto questo, crea davvero identità”. Loredana Mainardi unisce nel suo lavoro di assessore la passione per Spinea, quella per la storia e quella per la didattica: prima maestra, ha poi lavorato in collaborazione con l’università di storia di Padova ed è infine entrata nell’Ire, istituto di ricerca. “La concezione di identità che presento — continua l’assessore — non si afferma in contrasto o in conflitto con altre appartenenze culturali. Spinea conosce un’alta percentuale di immigrati. Quando i bambini, provenienti da altri territori, conoscono il luogo in cui vivono, si sentono maggiormente accolti, maggiormente a casa. È giusto valorizzare aspetti del proprio patrimonio culturale, apprezzare e rafforzare la propria identità per approcciarsi a chi ha un’altra cultura senza il timore di essere privati della propria, ma con maggiore apertura mentale. Il dialetto, ad esempio, è una ricchezza di famiglia, è fautore di unione per la comunità che lo pratica, va tutelato, protetto e amato, ma non può essere fautore di esclusione”. Perché nessun aspetto storico sia pleonastico, autoreferenziale, è sempre necessario collegare la microstoria alla macrostoria, il passato al presente, la cultura locale alla cultura generale: “Anche nei laboratori fatti con i bambini, il tentativo è sempre stato quello di collegare le evoluzioni storiche del nostro territorio a quello del territorio sovralocale; se ciò non venisse fatto, il rischio sarebbe quello di creare non cultura ma localismi. Ad esempio, partendo dall’archeologia industriale spinetense, in particolare dalla ex fornace, abbiamo percorso la storia dell’industrializzazione, approdando a Porto Marghera e alla situazione industriale contemporanea. I progetti proposti dall’assessorato sono molteplici: “Partiamo con il rafforzare ciò che è già in piedi: il laboratorio di storia locale nelle scuole — reale laboratorio, non solo insegnamento unilaterale. Sono i bambini stessi che lavorano con le fonti, con i documenti antichi, con le interviste, con l’osservazione del territorio. Rinnovato anche il laboratorio con gli adulti, promosso in collaborazione con l’Auser: il gruppo di adulti si occuperà non solo di ricerca, ma anche di storia della memoria, con la raccolta delle testimonianze che ripercorrono costumi e tradizioni di un tempo passato”. Nuova invece l’idea di recuperare oggetti della vita rustica e tradizionale o fotografie, per creare un museo espositivo aperto alle scuole, ai cittadini e ai turisti “Invitiamo tutti i cittadini a contattarci per permetterci di raccogliere oggetti della tradizione contadina; ma anche fotografie e cartoline del Novecento, anteriori agli anni ’70, che verranno digitalizzate dall’amministrazione e riunite in un album fotografico per documentare lo sviluppo urbano, sociale, economico di Spinea”.

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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