Una diagnosi al sistema sanitario

Dal 2003 l’ospedale Santa Maria della Misericordia ha cambiato volto, seguendo un progetto di ampliamento e rinnovamento con importanti ricadute per l’intero territorio provinciale e regionale.
L’impegnativo percorso è iniziato nel 2004 con la realizzazione del nuovo Pronto soccorso, della divisione di Medicina nucleare, seguito tra gli altri, dalla realizzazione della nuova sede del Dipartimento trasfusionale.
Notevole attenzione è stata riservata anche alla formazione continua del personale e alla ricostituzione e perfezionamento di numerosi reparti di degenza. Le opere sono continuate con l’apertura del nido aziendale La nuvola blu, mentre risale al giugno del 2007 l’inaugurazione del nuovo acceleratore lineare per la radioterapia, a seguire l’avvio della struttura dedicata all’endoscopia digestiva e respiratoria e l’attivazione della stroke unit, per gli eventi vascolari acuti.
Le ultime due rilevanti opere del nosocomio di Rovigo, che ospita 436 posti letto complessivi (dato aggiornato al ’07), sono l’acquisizione di una piastra multifunzionale chirurgica e il rifacimento di tutta la viabilità. L’entrata principale oggi è in quello che una volta era il retro dell’ospedale, circondato da ampi parcheggi e dall’area dedicata all’elisuperficie. Questa rivoluzione logistica, insieme alla realizzazione dell’ala dedicata alla piastra polifunzionale per le nuove sale operatorie, sono parte di un progetto che lancia l’ospedale di Rovigo e l’Ulss 18, diretto da Adriano Marcolongo, verso l’eccellenza e la qualità, puntando ad offrire alla popolazione le migliori soluzioni cliniche e assistenziali.
Importanti novità riguardano anche il presidio ospedaliero San Luca di Trecenta, una struttura che conta 200 posti letto e divenuta il punto di riferimento per il medio e l’alto Polesine, estendendo il suo bacino d’utenza fino alla provincia di Ferrara e alle grandi valli veronesi.
Oltre ai servizi di direzione medica, pronto soccorso e altri servizi base, il San Luca vanta alcune eccellenze tra cui l’attivazione di un dipartimento di continuità assistenziale: una chiara risposta al problema dell’integrazione ospedale-territorio. L’area Hrsa intraospedaliera, con 10 posti letto, costituisce un servizio “ponte” tra la struttura ospedaliera e quella domestica, organizzata per quei pazienti che, dopo il ricovero, faticano a rientrare nell’ambiente familiare o aspettano di entrare in strutture territoriali. Un nodo fondamentale nella rete dei servizi, che garantisce una forte attenzione ai percorsi di continuità assistenziale.
Altre strutture d’eccellenza su cui il San Luca può contare sono il centro di ricerca per la medicina rigenerativa, la biologia molecolare e la casa del parto. A questo proposito il San Luca si è distinto per un’attenzione precisa riservata alle donne, rientrando nella lista degli ospedali “in rosa”, una classifica stilata da un’apposita commissione scientifica e promossa dall’Osservatorio nazionale sulla salute della donna.
Tra 103 candidati, il San Luca si è meritato ben 2 bollini rosa, per una sanità a misura di donna, con rappresentanti del sesso gentile a ricoprire cariche in posizioni di rilievo e personale infermieristico femminile fino al 90%.
Un risultato che solo altre 38 strutture ospedaliere hanno ottenuto in tutta Italia.

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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