“L’ospedale unico fa risparmiare il 30% dei costi”

La Regione dà cinque milioni di euro in più all’Ulss 13 che però non può spenderli. Questo è stato il commento di Arturo Orsini, direttore generale dell’Ulss 13 durante il convegno sul futuro degli ospedali di Dolo e Mirano organizzato ad ottobre al cinema Italia. “Ho appreso che la Regione ha stanziato 5 milioni in più per la nostra Ulss — spiega Orsini — ma purtroppo sono soldi di carta che non potremo spendere per il limite del tetto imposto dalla spesa storica. Questi soldi andranno a ripianare parte del debito”. Il discorso si è poi spostato sulla possibilità di costruire ospedale unico o sistemare i plessi di Dolo e Mirano. “Non sono io che devo dare un parere sull’ospedale unico, io faccio l’amministratore e spendo i soldi che mi vengono dati. Tocca alla Regione e alla Conferenza dei Sindaci decidere le cose. Per sistemare gli ospedali servono 120 milioni, per farne uno nuovo servono 380 milioni e almeno 8 anni. Una cosa è sicura con l’ospedale unico risparmieremo il 30 per cento”. Per Orsini l’Ulss 13 ha alcuni problemi importanti. “A Mirano il 33 per cento delle strutture non è a norma mentre a Dolo siamo al 66 per cento. Le tre croci che abbiamo sono l’accessibilità (liste d’attesa), la qualità che è sempre stata buona in questa Ulss e il potenziamento dei servizi nel territorio. Che si decida di fare o no l’ospedale unico noi abbiamo bisogno di investire a stretto giro nelle strutture esistenti”. A favore dell’ospedale unico si è schierato il comitato “Salvaguardia dell’Ulss 13” che ha organizzato l’evento. “L’ospedale unico — spiega Massimo Barbato — permetterà di avere strumenti di avanguardia, riduzione di costi, concentrazione di servizi, eviterebbe spostamenti da un ospedale all’altro, ridurrebbe le liste d’attesa e ampliarebbe i servizi H24. L’unico problema potrebbe essere quello di non aver più l’ospedale sotto casa. Io avevo pensato nella nuova zona dove sarà realizzato l’ospedale dovrà sorgere anche una casa di riposo e uno hospice, una struttura dedicata ai malati terminali”. Contro l’ospedale unico è invece l’altro comitato che sta per nascere. “Stiamo costruendo un comitato, chiamato “Bruno Marcato”, in difesa dell’ospedale di Dolo. Sarà un comitato senza etichette politiche che si auspica di lavorare in sintonia con i sindaci della Riviera”. Ad annunciarlo è Antonino Carbone, ex sindaco di Dolo ed ex direttore dell’ospedale di Dolo, che spiega i motivi della nascita di questa nuova entità. “Un nuovo ospedale si farà ma tra 15 — 20 anni. Le strutture di Dolo e Mirano hanno bisogno d’interventi che non possono più aspettare. Ci sono carenze strutturali, di organico, di conflittualità tra reparti di Dolo e Mirano, e molti macchinari che devono essere rinnovati perché superati dalle nuove tecnologie. Va rivista anche la suddivisione dei reparti tra Dolo e Mirano senza contrasti”. Il Comitato appoggia l’opera della Conferenza dei Sindaci. “Siamo a favore delle divisione di specialità con Dolo ad indirizzo chirurgico e Mirano internistico. Lanciamo poi un appello ai sindaci che come autorità sanitaria comunale trovino un’unità per il rilancio dell’ospedale di Dolo”. Viene poi spiegato il progetto di rilancio dell’ospedale di Dolo. “Il nuovo monoblocco si dovrà fare anche perché la vecchia struttura è ormai fuori legge e quindi inadeguata a ospitare i degenti. Servono poi maggiori risorse perché l’Ulss 13 è quella con minor contributo procapite del Veneto”.

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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