Adottato il Piano casa ma senza entusiasmi

Trenta ottobre. Questo è stato il termine ultimo entro il quale i Consigli comunali del Polesine hanno dovuto adottare la legge regionale 14 dell’8 luglio, meglio conosciuta come “Piano casa”. Ma di che cosa si tratta? Tra le misure individuate del Governo per rilanciare l’economia, colpita dalla crisi economica, è stato deciso di intervenire sull’edilizia in quanto è stata considerata come il volano che riuscirà a dare impulso alla ripresa di tutta l’economia nazionale. Questo almeno nelle aspettative governative ma l’ipotesi è suffragata anche dai numeri dell’indotto che per quanto riguarda il Veneto parla di 500 mila addetti. Insomma l’idea che da una ripresa dell’edilizia possano trarre beneficio anche altri settori economici non sembra così peregrina ma in più la legge è stata ideata anche come una reale possibilità offerta agli italiani per rinnovare il patrimonio immobiliare. In sintesi si tratta di una serie di concessioni che vanno dalla possibilità di ampliare le abitazioni, ad una burocrazia facilitata e economicamente agevolata per chi intende intraprendere i lavori di ristrutturazione e magari dotarsi di pannelli fotovoltaici, fino ad uno sgravio degli oneri di urbanizzazione che ogni Regione ha recepito e calato nella propria realtà locale. Anche a Rovigo il Piano casa è stato adottato con il voto favorevole di 24 consiglieri tra maggioranza e opposizione ma il numero di assensi, seppur elevato, nasconde motivazioni diverse. Infatti, se per la minoranza la Legge regionale rappresenta quasi esclusivamente una opportunità per rilanciare un settore trainante, come quello immobiliare, fuori dalla crisi, per la maggioranza la delibera consigliare rappresenta soltanto un modo per limitare i danni del Piano casa.
L’assessore all’Urbanistica, Luigi Osti, infatti in merito è stato esplicito. “La legge regionale — ha spiegato – è uno strumento che andrà ad interferire negativamente su tutti gli studi urbanistici condotti sul territorio. Ad esempio oggi l’Ufficio tecnico è informato di tutto quello che c’è da sapere sui fabbricati presenti sul nostro comune e il Piano casa andrà a scompaginare tutto il lavoro che è stato fatto, soprattutto in quei comuni in cui ci si sta apprestando ad adottare il Piano di assetto territoriale (Pat)”. Poca fiducia da parte dell’assessore anche in merito alle potenzialità di stimolo alla ripresa di cui il Piano casa è foriero. “L’edilizia — ha spiegato — è un settore in crisi non per mancanza di spazi o permessi ma perché mancano i soldi e per questo ritengo che sotto questo punto di vista la Legge regionale sia del tutto inutile”. Comunque, secondo Osti, almeno come strumento urbanistico qualche merito gli va riconosciuto. “Quanto è stato deliberato dal Consiglio va inteso come un atto utile a continuare ad avere il controllo del territorio, per questo è stato votato senza quelle ulteriori concessioni lasciate dalla Regione alla discrezionalità delle amministrazioni locali che potrebbero anche essere controproducenti”.
Insomma a Rovigo il Piano casa non sarà un regalo per le imprese dell’edilizia e malgrado la decisa presa di posizione della maggioranza alcuni suoi rappresentati hanno comunque deciso di votare contro all’adozione della Legge regionale.
“Si parla tanto di federalismo ma poi le leggi vengono calate dall’alto — ha spiegato Guido Romanin, esponente dei Verdi — e questa tra l’altro va a derogare i nostri strumenti urbanistici. Ho apprezzato l’impegno della Giunta nel limitare i danni ma non me la sono sentita di votare a favore”.

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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