Nucleare, un coro di no

Con 154 voti favorevoli, 1 contrario e 1 astenuto (Pd e Idv hanno abbandonato l’aula) il Ddl Sviluppo è divenuto legge. Pdl, Lega Nord e Udc hanno appoggiato sin dall’inizio il ddl promosso dal ministro dello Sviluppo economico, Claudio Scajola.
E a livello locale? Sempre più preoccupate, associazioni di diverso tipo, da quelle di categoria, a quelle ambientaliste, a quelle per la difesa della salute e dei diritti del cittadino si stanno organizzando.
L’Associazione difesa dei consumatori (A.Di.Co.), ad esempio, ha lanciato un sondaggio sul suo sito, rivolto ai cittadini della provincia di Venezia al quale hanno risposto per ora in 3000 circa, sull’opportunità dell’utilizzo dell’energia nucleare. Il 90% delle risposte date è stato negativo. Il 72% ha indicato come motivazione “Perché il futuro sta in altre fonti di energia rinnovabile”, l’8% “perché il nucleare inquina ed è pericoloso”, il 9% perché le centrali di terza generazione sono già vecchie”. Tra coloro che hanno scelto il “sì” le motivazioni sono state “perché si ridurrebbero i costi dell’energia” (4%), “perché l’Italia è troppo dipendente dal petrolio” (5%) e l’1% si dice favorevole purché la centrale venga costruita lontana da casa propria.
A Chioggia il problema è particolarmente sentito, visto che il territorio comunale comprende uno dei dieci possibili siti indicati dal governo per costruire una delle 4 centrali di cui l’Italia vorrebbe dotarsi. Cittadinanzattiva ha inviato una lettera aperta al sindaco e alla giunta, mettendo in luce alcune problematiche. “Innnazitutto – scrive Umberto Iazzetta – presidente dell’associazione, con le centrali nucleari si produce solo energia elettrica. Ma l’elettricità rappresenta solo 1/5 dei nostri consumi energetici. Oltre l’80% dell’energia che consumiamo per i trasporti o l’agricoltura non è elettrica. Le centrali nucleari, quindi, non risolverebbero il problema e continueremmo a importare petrolio. La Francia, infatti, che produce il 78% della propria energia elettrica, importa più petrolio di noi. Inoltre non è vero che l’Italia produce poca energia elettrica. Abbiamo una potenza installata che supera del 30% la domanda di elettricità. Il problema è che il sistema è inefficiente e quindi la nostra elettricità è la più cara d’Europa. Si potrebbe inoltre decidere di fare come la Spagna, dove in un anno sono stati creati impianti eolici per 3500 megawatt (corrispondenti alla produzione di 2 centrali nucleari e mezzo). La costruzione di questi impianti costa meno e coinvolgerebbe l’industria italiana, in questo caso veneta, con ricadute positive sull’economia. Oppure potremmo fare come la Germania che punta sul solare. Una soluzione non esclude l’altra. Nel costo delle tariffe elettriche di una centrale nucleare non si includono mai i costi dello smaltimento delle scorie, il costo di una assicurazione contro incidenti nucleari, nonché il costo di costruzione e di smantellamento dell’impianto. Il costo di smantellamento di una centrale nucleare è superiore a quello di costruzione. A somme compiute risulta che non è affatto conveniente produrre elettricità da centrali nucleari”.
Dal momento che la legge appena approvata esautora le autonomie locali dal potere di prendere decisioni in merito, per scoraggiare eventuali indicazioni dei siti nucleari con effetti pericolosi sul nostro territorio, Cittadinanzattiva ha chiesto al Comune di farsi parte attiva finanziando l’installazione di pannelli fotovoltaici su tutti gli edifici pubblici e incentivando i cittadini a fare lo stesso sulle proprie abitazioni. Ha chiesto inoltre di impegnarsi in uno sforzo collegiale perché Chioggia sia riconosciuta “Città Denuclearizzata”.

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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