Una opportunità chiamata Piano casa

Sul sito del Comune di Adria viene spiegato in modo chiaro, tutto il pacchetto della legge regionale 14 dell’8 luglio scorso, meglio riconosciuta come Piano casa; un punto questo a favore del nostro Comune, uno tra i primi a mettere in rete tutto il pacchetto dell’intervento.
“Si vuole utilizzare lo strumento dell’urbanistica come volano per far decollare l’economia e per favorire il rinnovamento del patrimonio edilizio esistente – ha dichiarato l’assessore all’urbanistica Lorenzo Maltarello — ogni Regione d’Italia si è creata a tavolino la legge, utilizzando un suo modello di Piano casa, anche a secondo della tipologia del territorio, montano, piuttosto che marittimo. Per attivare questo Piano e prima di iniziare i lavori di ampliamento dell’immobile, occorre solo la Dia, cioè una semplice dichiarazione di inizio lavori al Comune”. Infatti è esclusivamente di ampliamento che si parla a riguardo del Piano casa, che prevede, in sintesi, di aumentare un immobile del 20 per cento del volume già esistente e questo, è bene sottolinearlo, è previsto anche per gli immobili non residenziali che potranno subire estensioni per un 20 per cento della superficie coperta. Ma precisa l’assessore Maltarello che se nell’ampliamento saranno utilizzati pannelli fotovoltaici, questo potrà essere incrementato ulteriormente arrivando ad un 30 per cento del volume e addirittura al 40 per cento se si costruisce seguendo i principi dell’ecosostenibilità, che permettono di raffreddare e riscaldare la casa con una bassissimo dispendio energetico. Si potrà infine ampliare del 50 per cento del volume se si stabilisce di attuare una ricomposizione planimetrica dell’immobile, cioè se si decide di rifare l’assetto del terreno edilizio.
Qualche perplessità era stata formulata a proposito dei centri storici dove la sua applicazione potrebbe stravolgere l’immagine esistente. I dubbi, evidentemente, sono stati formulati da persone male informate in quanto la legge esclude l’applicazione del Piano casa nel centro storico, anche se l’ordinamento regionale n.80 del 1980, individua un secondo perimetro del centro storico, più largo ovviamente del primo, in cui si può operare. Ogni città, compresa la nostra, ha immobili catalogati nel centro storico dal primo al quinto grado di protezione, su quelli dal primo al terzo non si può intervenire sugli altri invece l’ampliamento è consentito.
“E’ un’opportunità interessante per chi vuole adeguare la casa alle proprie attuali esigenze e per piccoli ritocchi volumetrici — è il commento dell’assessore all’urbanistica — e un’occasione per indirizzare e incentivare l’edilizia all’uso sempre più frequente di materiali ecosostenibili, come i pannelli fotovoltaici, che si potranno installare anche sulle tettoie, concedendole in deroga, a patto che vengano finalizzate a sostenere i pannelli fotovoltaici”.
Dopo l’approvazione in giunta del Piano casa, l’ufficio tecnico dell’urbanistica del Comune ha provveduto a mettere il rete il pacchetto di intervento. Per l’accesso, abbastanza facilitato, basta entrare nel sito del Comune di Adria, cliccare in Servizi di settore e di seguito in Settore territorio-urbanistica. A quel punto si apre la pagina web dedicata al Piano casa, con descritta la legge e soprattutto la planimetria e mappatura di Adria e frazioni. “Si capirà così – conclude Maltarello – se la propria casa sia soggetta a limiti oppure no”.

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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