Area industriare attrezzata ma vuota

Una superficie di 230 ettari che ricade nel territorio tra i Comuni di Adria e Loreo, inserita nei programmi comunitari di sviluppo delle aree rivolte agli insediamenti industriali. Questa è l’Aia, l’area industriale attrezzata, che da tempo compare sulle pagine della carta stampata, purtroppo più per le sue carenze, che per le sue qualità di volano per l’economia del Basso Polesine.
Il consorzio fra enti locali si è costituito con legge regionale del 1977 e ne fanno parte i Comuni di Adria, che con Loreo possiede circa il 50% delle quote, Rosolina, Papozze e Ariano Polesine.
Gli obiettivi principali di questo organismo sono innanzitutto promuovere ed incentivare lo sviluppo industriale nel nostro territorio, contribuendo così all’incremento dell’occupazione, alla crescita sociale e al riequilibrio del territorio. L’Aia acquista ed espropria terra, la urbanizza, dotandola dei servizi, per poi venderla ad un prezzo concordato, 23 euro al metro quadro, un prezzo davvero molto concorrenziale, questo sempre secondo quella legge che permetteva ai Comuni di consorziarsi e fornire così servizi alle attività industriali. Anche se il costo del terreno è molto competitivo l’area industriale non sembra essere mai decollata come tale e infatti proprio in questa sua peculiarità di zona prettamente industriale, sta uno dei suoi limiti, come spiega molto onestamente anche l’assessore allo Sviluppo Antonio Scarda: “All’interno dell’Aia per statuto non si possono insediare piccole aziende artigianali, ma solo medio grandi aziende e il tempo ci ha fatto capire che grosse ditte qui non ne vengono.
Qualche pagina l’Aia l’ha scritta e forse ha ancora un senso, ma bisognerebbe fare un ragionamento serio sui suoi palesi limiti e risorse che può avere”. Nonostante Adria non possieda più terreno e in caso di nuovi insediamenti i cospicui oneri di urbanizzazione andrebbero più facilmente a Loreo, l’interesse a far sì che questa area funzioni come zona industrializzata ci sarebbe comunque. “Con la realizzazione della Nogara mare, dell’area industriale in zona Ca’ Bianca, l’asse industriale si potrebbe avvicinare di più ad Adria che ne trarrebbe vantaggi — assicura l’assessore comunale, che conferma un’eventualità di sviluppo dell’Aia – L’amministrazione sta valutando un’opzione proveniente da una ditta americana che avrebbe individuato nella zona dell’Aia una porzione di terreno adatto per il proprio progetto: 31 ettari di terreno utili per costruirvi un impianto di ossigenazione ad emissioni zero, realizzato con tecnologie moderne e meccanismi brevettati per ricavare materiale utile”.
Una proposta questa, non sicuramente immediata, ma che sarebbe già al vaglio della Regione, schieratasi a favore del progetto, che però avrebbe già incontrato alcune difficoltà, visto che la zona dell’Aia rientra nell’area protetta del Parco del Delta. “L’ossigeneratore potrebbe portare una boccata d’ossigeno alla riqualificazione dell’Aia, altrimenti il rilancio di un consorzio gestito da 6 Comuni non sarebbe sicuramente facile, visti anche i tempi non certo rosei dell’economia — afferma Antonio Scarda, che solleva anche qualche perplessità sullo stesso meccanismo di dirigenza — Sarebbe molto utile che il consiglio di amministrazione fosse composto da manager”.

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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