Difficile convivenza tra le diverse etnie

Quartiere Sant’Anna, cambia in senso sempre più cosmopolita, ma la convivenza fra diverse etnie non è sempre facile. Dopo la macelleria musulmana, il rivenditore di kebab e il barbiere marocchino, da qualche settimana anche il bar di viale Petrarca ha cambiato gestione. Dietro il banco a servire i caffè adesso ci sono di ragazzi di nazionalità cinese. E proprio da qui parte la protesta di alcuni residenti: “Prima il locale chiudeva alle otto di sera — fa notare una donna – adesso invece tiene aperto fino a mezzanotte e ci vanno solo extracomunitari. Bevono senza misura e fanno un gran baccano. Ormai il quartiere è in mano loro”. A lamentarsi sono soprattutto gli inquilini dei piani superiori dello stesso palazzo dove si trova il bar, costretti a sopportare fino a tarda notte urla, chiacchiericcio e talvolta anche qualche baruffa tra ubriachi. Sant’Anna è il quartiere della città dove c’è la più alta concentrazione di negozi gestiti da stranieri che rappresentano anche una buona fetta di residenti. Un microcosmo dove si incontrano e talvolta si scontrano culture e tradizioni diverse. Ma non tutti la pensano allo stesso modo. “Ormai è un quartiere invivibile — fa notare qualcuno — se giri dopo una certa ora la sera incontri solo extracomunitari, marocchini o cinesi. E poi ci sono i nomadi che spesso assumono atteggiamenti da spacconi, sgommando con le auto ad alta velocità creando anche situazioni di pericolo”. “Per noi è solo un dormitorio — aggiunge un altro residente — se vogliamo trovare un negozio o un qualsiasi servizio dobbiamo spostarci in centro, qui non c’è niente”. “Se non ci sono negozi la colpa non è degli extracomunitari — fa notare una donna — che anzi sono gli unici che da questo punto di vista fanno qualcosa. La verità è che spetta a noi riappropriarci del quartiere, sentirlo nostro, viverci di giorno e di sera, creando le condizioni perché ci sia una convivenza civile”. Negli ultimi dieci anni il quartiere si è espanso molto con le numerose lottizzazioni che sono sorte. Molti appartamenti, dopo anni, sono ancora sfitti o invenduti. I prezzi, mediamente più bassi rispetto ad altre zone della città, ha favorito l’arrivo di numerosi extracomunitari. Ma il problema principale è che all’aumento eccezionale di abitazioni non ha fatto da contraltare l’incremento dei servizi.

la voce della parrocchia. Ma don Giorgio difende il quartiere di S.Anna

A smorzare le polemiche sulla difficile convivenza fra diverse etnie a Sant’Anna interviene don Giorgio De Checchi, parroco da diversi anni nel quartiere: “Francamente non ho la percezione che ci siano particolari problemi. Spesso si crede che la tranquillità alberghi dove non c’è niente e nessuno, ma questo significa invece il deserto dei rapporti sociali. Non ho sentito mai di risse fra extracomunitari qui, semmai il problema è che quelli che si definiscono Piovesi doc non frequentano la piazza, il bar, non aprono negozi. E gli spazi vuoti si riempiono. Sta a ciascuno fare la propria parte per vivere il quartiere. La convivenza fra cittadini italiani e stranieri non è problematica, basta conoscersi. I molti incontri che organizziamo come parrocchia servono per questo, per abbattere la diffidenza. Se ci si pone con i pregiudizi verso l’altro è difficile intessere dei rapporti. E non credo che chiudersi in casa e lamentarsi possa aiutare”. Per don Giorgio, quindi, a Sant’Anna, come altrove, c’è posto per tutti. Basta volerlo.

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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