Stati generali dell’economia, Chioggia si ripensa

Un faccia a faccia serrato con categorie e professionisti della città per individuare le prospettive di sviluppo dell’economia locale partendo da un’analisi puntuale dello status quo. Questa la ricetta degli Stati generali dell’economia di cui il sindaco Romano Tiozzo ha annunciato l’obiettivo della realizzazione sin dal primo giorno dell’insediamento. L’incarico della raccolta dati è stato affidato ad inizio 2008 e, dopo un anno e mezzo di gestazione, si sono aperti a fine ottobre gli Stati generali dell’economia di Chioggia.
Un’operazione che prevede vari step: una ricerca conoscitiva che fotografa la situazione di partenza, che è stata presentata il 31 ottobre al Kursaal; l’insediamento di un osservatorio economico, avviato a luglio scorso; la costituzione di 5 commissioni di lavoro, che per tutto novembre sono state impegnate nell’analisi del documento conoscitivo formulando proposte concrete di sviluppo; le conclusioni presentate alla cittadinanza in un grande convegno a metà dicembre.
Un progetto ambizioso che il Comune ha affidato all’agenzia Garnet Consulting di Milano in collaborazione con l’università Bocconi, la Luiss di Roma, l’università di Trieste, lo studio legale Delli Santi e importanti studi di architettura.
La ricerca conoscitiva (Pil, dati demografici, occupati di ogni settore, fatturati, statistiche) e l’organizzazione degli Stati generali sono costati 150.000 euro finanziati a metà da Comune e Fondazione della comunità clodiense.
“Qui la politica non c’entra nulla — spiega il sindaco — gli Stati generali sono un’opportunità di cui si fregiano comuni di destra e di sinistra, solitamente più grandi del nostro. Gli Stati generali, non sono quelli che convocò Filippo il Bello per emanciparsi da papa Bonifacio VIII, né quelli del 1789 che segnarono l’inizio della Rivoluzione Francese, sono invece una grande opportunità per tutta la città che chiama a raccolta i suoi attori per riflettere sui cambiamenti, le strategie e gli obiettivi a cui vuol tendere la comunità.
Stiamo attraversando una crisi mondiale che impone a tutte le nazioni industrializzate un ripensamento tanto profondo quanto rapido sul futuro possibile delle città, della loro funzione, della loro vita. Da questa constatazione abbiamo tratto forti motivazioni ad accelerare la decisione, già presa alla fine dello scorso anno, di procedere alla definizione del Piano di assetto territoriale, strumento strettamente legato ai contenuti degli Stati generali”.

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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