La crisi bussa alle porte dei Comuni

La Riviera del Brenta e il Miranese sono in affanno dal punto di vista della tenuta del tessuto sociale. Da tutte le parti i sindaci e gli uffici preposti sono assaltati di fatto da centinaia di persone che sono senza lavoro o che l’hanno perso a causa della crisi in atto.
Per la Cgil, le previsioni più fosche si sono avverate. Circa 7000 persone secondo il segretario Giancarlo Da Lio da gennaio in tutto il comprensorio dei 17 comuni della Riviera e del Miranese saranno senza lavoro e anche senza ammortizzatori sociali. Per questi motivi, diversi enti locali hanno cercato di dare una risposta alle persone in difficoltà e a centinaia di famiglie con misure di sostegno al reddito per i casi più disperati o anche con assunzioni ad hoc nel campo dei lavori socialmente utili. Il viaggio nei comuni restituisce i problemi del disagio in modo chiaro.
Partiamo da Mira il comune più popoloso con 40 mila abitanti e un tessuto prevalentemente operaio. “A Mira – spiega il sindaco Michele Carpinetti in una nota – abbiamo messo a punto, fra i pochi in zona, un piano anti crisi, che però purtroppo è insufficiente. Da dicembre scorso, ci sono oltre 600 persone che versano in stato di povertà. Prima della crisi avevamo censito al massimo una ottantina di casi da far seguire dai servizi sociali”. Secondo il primo cittadino non ci sono più invece le solite sacche di emarginazione, ma bussano alla porta degli enti e a quella dei servizi sociali gente che prima non aveva mai chiesto aiuto. Famiglie con bambini in cui i genitori sono entrambi in cassa integrazione o licenziati con mutuo da pagare.
Il comune più popoloso del comprensorio ha messo a disposizione circa 50- 60 mila euro ma per il sindaco ce ne vorrebbero almeno 150 mila. Stessa situazione a Campagna Lupia, Dolo, Pianiga e Campolongo. Dolo ad esempio da sempre considerato il centro burocratico e dei servizi della Riviera, ha subito anche in modo pesante gli effetti della recessione. “La crisi economica – spiega il sindaco di Dolo Antonio Gaspari – ha colpito anche questo comune in modo duro. I nostri servizi sociali non sono stati mai subissati da tante richieste di aiuto come nel 2009. Le risorse sono poche. Non abbiamo in bilancio i soldi necessari a causa anche delle decisioni del governo Berlusconi che penalizzano gli enti locali”. A Pianiga il sindaco Massimo Calzavara da mesi sta monitorando la situazione.
A Campagna Lupia la crisi ha messo in ginocchio una sessantina di famiglie che sono attentamente monitorate dai servizi sociali. Prima della crisi le famiglie in difficoltà erano appena una decina. Anche a Campolongo la crisi bussa in municipio “Le famiglie in difficoltà — dice il sindaco Roberto Donolato — sono quasi un centinaio molti di queste sono anche di stranieri, che invitiamo a tornare nei paesi d’origine se non hanno di che sostenersi qui“.
Infine la Cgil tuona “Non è possibile — spiega Giancarlo Da Lio – che si dica che la crisi è finita. Gli effetti si faranno sentire almeno fino a metà 2010“.

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

Lascia un commento

La crisi bussa alle porte dei Comuni

La Riviera del Brenta e il Miranese sono in affanno dal punto di vista della tenuta del tessuto sociale. Da tutte le parti i sindaci e gli uffici preposti sono assaltati di fatto da centinaia di persone che sono senza lavoro o che l’hanno perso a causa della crisi in atto.
Per la Cgil, le previsioni più fosche si sono avverate. Circa 7000 persone secondo il segretario Giancarlo Da Lio da gennaio in tutto il comprensorio dei 17 comuni della Riviera e del Miranese saranno senza lavoro e anche senza ammortizzatori sociali. Per questi motivi, diversi enti locali hanno cercato di dare una risposta alle persone in difficoltà e a centinaia di famiglie con misure di sostegno al reddito per i casi più disperati o anche con assunzioni ad hoc nel campo dei lavori socialmente utili. Il viaggio nei comuni restituisce i problemi del disagio in modo chiaro.
Partiamo da Mira il comune più popoloso con 40 mila abitanti e un tessuto prevalentemente operaio. “A Mira – spiega il sindaco Michele Carpinetti in una nota – abbiamo messo a punto, fra i pochi in zona, un piano anti crisi, che però purtroppo è insufficiente. Da dicembre scorso, ci sono oltre 600 persone che versano in stato di povertà. Prima della crisi avevamo censito al massimo una ottantina di casi da far seguire dai servizi sociali”. Secondo il primo cittadino non ci sono più invece le solite sacche di emarginazione, ma bussano alla porta degli enti e a quella dei servizi sociali gente che prima non aveva mai chiesto aiuto. Famiglie con bambini in cui i genitori sono entrambi in cassa integrazione o licenziati con mutuo da pagare.
Il comune più popoloso del comprensorio ha messo a disposizione circa 50- 60 mila euro ma per il sindaco ce ne vorrebbero almeno 150 mila. Stessa situazione a Campagna Lupia, Dolo, Pianiga e Campolongo. Dolo ad esempio da sempre considerato il centro burocratico e dei servizi della Riviera, ha subito anche in modo pesante gli effetti della recessione. “La crisi economica – spiega il sindaco di Dolo Antonio Gaspari – ha colpito anche questo comune in modo duro. I nostri servizi sociali non sono stati mai subissati da tante richieste di aiuto come nel 2009. Le risorse sono poche. Non abbiamo in bilancio i soldi necessari a causa anche delle decisioni del governo Berlusconi che penalizzano gli enti locali”. A Pianiga il sindaco Massimo Calzavara da mesi sta monitorando la situazione.
A Campagna Lupia la crisi ha messo in ginocchio una sessantina di famiglie che sono attentamente monitorate dai servizi sociali. Prima della crisi le famiglie in difficoltà erano appena una decina. Anche a Campolongo la crisi bussa in municipio “Le famiglie in difficoltà — dice il sindaco Roberto Donolato — sono quasi un centinaio molti di queste sono anche di stranieri, che invitiamo a tornare nei paesi d’origine se non hanno di che sostenersi qui“.
Infine la Cgil tuona “Non è possibile — spiega Giancarlo Da Lio – che si dica che la crisi è finita. Gli effetti si faranno sentire almeno fino a metà 2010“.

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

Lascia un commento

La crisi bussa alle porte dei Comuni

La Riviera del Brenta e il Miranese sono in affanno dal punto di vista della tenuta del tessuto sociale. Da tutte le parti i sindaci e gli uffici preposti sono assaltati di fatto da centinaia di persone che sono senza lavoro o che l’hanno perso a causa della crisi in atto.
Per la Cgil, le previsioni più fosche si sono avverate. Circa 7000 persone secondo il segretario Giancarlo Da Lio da gennaio in tutto il comprensorio dei 17 comuni della Riviera e del Miranese saranno senza lavoro e anche senza ammortizzatori sociali. Per questi motivi, diversi enti locali hanno cercato di dare una risposta alle persone in difficoltà e a centinaia di famiglie con misure di sostegno al reddito per i casi più disperati o anche con assunzioni ad hoc nel campo dei lavori socialmente utili. Il viaggio nei comuni restituisce i problemi del disagio in modo chiaro.
Partiamo da Mira il comune più popoloso con 40 mila abitanti e un tessuto prevalentemente operaio. “A Mira – spiega il sindaco Michele Carpinetti in una nota – abbiamo messo a punto, fra i pochi in zona, un piano anti crisi, che però purtroppo è insufficiente. Da dicembre scorso, ci sono oltre 600 persone che versano in stato di povertà. Prima della crisi avevamo censito al massimo una ottantina di casi da far seguire dai servizi sociali”. Secondo il primo cittadino non ci sono più invece le solite sacche di emarginazione, ma bussano alla porta degli enti e a quella dei servizi sociali gente che prima non aveva mai chiesto aiuto. Famiglie con bambini in cui i genitori sono entrambi in cassa integrazione o licenziati con mutuo da pagare.
Il comune più popoloso del comprensorio ha messo a disposizione circa 50- 60 mila euro ma per il sindaco ce ne vorrebbero almeno 150 mila. Stessa situazione a Campagna Lupia, Dolo, Pianiga e Campolongo. Dolo ad esempio da sempre considerato il centro burocratico e dei servizi della Riviera, ha subito anche in modo pesante gli effetti della recessione. “La crisi economica – spiega il sindaco di Dolo Antonio Gaspari – ha colpito anche questo comune in modo duro. I nostri servizi sociali non sono stati mai subissati da tante richieste di aiuto come nel 2009. Le risorse sono poche. Non abbiamo in bilancio i soldi necessari a causa anche delle decisioni del governo Berlusconi che penalizzano gli enti locali”. A Pianiga il sindaco Massimo Calzavara da mesi sta monitorando la situazione.
A Campagna Lupia la crisi ha messo in ginocchio una sessantina di famiglie che sono attentamente monitorate dai servizi sociali. Prima della crisi le famiglie in difficoltà erano appena una decina. Anche a Campolongo la crisi bussa in municipio “Le famiglie in difficoltà — dice il sindaco Roberto Donolato — sono quasi un centinaio molti di queste sono anche di stranieri, che invitiamo a tornare nei paesi d’origine se non hanno di che sostenersi qui“.
Infine la Cgil tuona “Non è possibile — spiega Giancarlo Da Lio – che si dica che la crisi è finita. Gli effetti si faranno sentire almeno fino a metà 2010“.

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

Lascia un commento

La crisi bussa alle porte dei Comuni

La Riviera del Brenta e il Miranese sono in affanno dal punto di vista della tenuta del tessuto sociale. Da tutte le parti i sindaci e gli uffici preposti sono assaltati di fatto da centinaia di persone che sono senza lavoro o che l’hanno perso a causa della crisi in atto.
Per la Cgil, le previsioni più fosche si sono avverate. Circa 7000 persone secondo il segretario Giancarlo Da Lio da gennaio in tutto il comprensorio dei 17 comuni della Riviera e del Miranese saranno senza lavoro e anche senza ammortizzatori sociali. Per questi motivi, diversi enti locali hanno cercato di dare una risposta alle persone in difficoltà e a centinaia di famiglie con misure di sostegno al reddito per i casi più disperati o anche con assunzioni ad hoc nel campo dei lavori socialmente utili. Il viaggio nei comuni restituisce i problemi del disagio in modo chiaro.
Partiamo da Mira il comune più popoloso con 40 mila abitanti e un tessuto prevalentemente operaio. “A Mira – spiega il sindaco Michele Carpinetti in una nota – abbiamo messo a punto, fra i pochi in zona, un piano anti crisi, che però purtroppo è insufficiente. Da dicembre scorso, ci sono oltre 600 persone che versano in stato di povertà. Prima della crisi avevamo censito al massimo una ottantina di casi da far seguire dai servizi sociali”. Secondo il primo cittadino non ci sono più invece le solite sacche di emarginazione, ma bussano alla porta degli enti e a quella dei servizi sociali gente che prima non aveva mai chiesto aiuto. Famiglie con bambini in cui i genitori sono entrambi in cassa integrazione o licenziati con mutuo da pagare.
Il comune più popoloso del comprensorio ha messo a disposizione circa 50- 60 mila euro ma per il sindaco ce ne vorrebbero almeno 150 mila. Stessa situazione a Campagna Lupia, Dolo, Pianiga e Campolongo. Dolo ad esempio da sempre considerato il centro burocratico e dei servizi della Riviera, ha subito anche in modo pesante gli effetti della recessione. “La crisi economica – spiega il sindaco di Dolo Antonio Gaspari – ha colpito anche questo comune in modo duro. I nostri servizi sociali non sono stati mai subissati da tante richieste di aiuto come nel 2009. Le risorse sono poche. Non abbiamo in bilancio i soldi necessari a causa anche delle decisioni del governo Berlusconi che penalizzano gli enti locali”. A Pianiga il sindaco Massimo Calzavara da mesi sta monitorando la situazione.
A Campagna Lupia la crisi ha messo in ginocchio una sessantina di famiglie che sono attentamente monitorate dai servizi sociali. Prima della crisi le famiglie in difficoltà erano appena una decina. Anche a Campolongo la crisi bussa in municipio “Le famiglie in difficoltà — dice il sindaco Roberto Donolato — sono quasi un centinaio molti di queste sono anche di stranieri, che invitiamo a tornare nei paesi d’origine se non hanno di che sostenersi qui“.
Infine la Cgil tuona “Non è possibile — spiega Giancarlo Da Lio – che si dica che la crisi è finita. Gli effetti si faranno sentire almeno fino a metà 2010“.

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

Lascia un commento

La crisi bussa alle porte dei Comuni

La Riviera del Brenta e il Miranese sono in affanno dal punto di vista della tenuta del tessuto sociale. Da tutte le parti i sindaci e gli uffici preposti sono assaltati di fatto da centinaia di persone che sono senza lavoro o che l’hanno perso a causa della crisi in atto.
Per la Cgil, le previsioni più fosche si sono avverate. Circa 7000 persone secondo il segretario Giancarlo Da Lio da gennaio in tutto il comprensorio dei 17 comuni della Riviera e del Miranese saranno senza lavoro e anche senza ammortizzatori sociali. Per questi motivi, diversi enti locali hanno cercato di dare una risposta alle persone in difficoltà e a centinaia di famiglie con misure di sostegno al reddito per i casi più disperati o anche con assunzioni ad hoc nel campo dei lavori socialmente utili. Il viaggio nei comuni restituisce i problemi del disagio in modo chiaro.
Partiamo da Mira il comune più popoloso con 40 mila abitanti e un tessuto prevalentemente operaio. “A Mira – spiega il sindaco Michele Carpinetti in una nota – abbiamo messo a punto, fra i pochi in zona, un piano anti crisi, che però purtroppo è insufficiente. Da dicembre scorso, ci sono oltre 600 persone che versano in stato di povertà. Prima della crisi avevamo censito al massimo una ottantina di casi da far seguire dai servizi sociali”. Secondo il primo cittadino non ci sono più invece le solite sacche di emarginazione, ma bussano alla porta degli enti e a quella dei servizi sociali gente che prima non aveva mai chiesto aiuto. Famiglie con bambini in cui i genitori sono entrambi in cassa integrazione o licenziati con mutuo da pagare.
Il comune più popoloso del comprensorio ha messo a disposizione circa 50- 60 mila euro ma per il sindaco ce ne vorrebbero almeno 150 mila. Stessa situazione a Campagna Lupia, Dolo, Pianiga e Campolongo. Dolo ad esempio da sempre considerato il centro burocratico e dei servizi della Riviera, ha subito anche in modo pesante gli effetti della recessione. “La crisi economica – spiega il sindaco di Dolo Antonio Gaspari – ha colpito anche questo comune in modo duro. I nostri servizi sociali non sono stati mai subissati da tante richieste di aiuto come nel 2009. Le risorse sono poche. Non abbiamo in bilancio i soldi necessari a causa anche delle decisioni del governo Berlusconi che penalizzano gli enti locali”. A Pianiga il sindaco Massimo Calzavara da mesi sta monitorando la situazione.
A Campagna Lupia la crisi ha messo in ginocchio una sessantina di famiglie che sono attentamente monitorate dai servizi sociali. Prima della crisi le famiglie in difficoltà erano appena una decina. Anche a Campolongo la crisi bussa in municipio “Le famiglie in difficoltà — dice il sindaco Roberto Donolato — sono quasi un centinaio molti di queste sono anche di stranieri, che invitiamo a tornare nei paesi d’origine se non hanno di che sostenersi qui“.
Infine la Cgil tuona “Non è possibile — spiega Giancarlo Da Lio – che si dica che la crisi è finita. Gli effetti si faranno sentire almeno fino a metà 2010“.

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

Lascia un commento