Basso Veneto, non solo centrali

Torna d’attualità non solo a Cavarzere e Cona ma in tutto il Basso Veneto il tema ambientale, soprattutto in relazione ai recenti passi avanti fatti dai procedimenti relativi alla riconversione della centrale di Porto Tolle, per la quale si sta concludendo la Conferenza di servizi, e della centrale di Loreo, che prossimamente sarà autorizzata con decreto ministeriale. Secondo quanto comunicato dal Ministero per lo Sviluppo economico, a breve inizieranno le riunioni della Conferenza di servizi sulla centrale termoelettrica prevista nella zona artigianale di Cona, alla quale sono fermamente contrari l’Amministrazione comunale di Cona e il Comitato 18 luglio, nonché il Comitato ambiente e sviluppo di Cavarzere. Il Coordinamento dei comitati ed associazioni per la tutela dell’ambiente e della salute della Provincia di Rovigo, di Cavarzere e Cona, ha chiesto udienza al presidente e ai capigruppo della Regione Veneto. Nella lettera di richiesta di audizione il Coordinamento si è detto “particolarmente allarmato per le condizioni ambientali dell’area sud orientale del Veneto oggetto di continue richieste — in assenza di una programmazione regionale e nazionale — di insediamento di centrali per la produzione di energia elettrica, oltre che di altri impianti energetici e di rilevante impatto sull’ambiente e sulla salute”. Mentre andiamo in stampa non ci è noto sia ancora stato fatto nessun incontro tra le alte cariche regionali e i rappresentanti degli ambientalisti che hanno allegato alla loro richiesta tutta una serie di documenti, tra i quali una cartina che illustra la possibile dislocazione dei vari impianti nel Basso Veneto.
Renato Belloni, capogruppo della lista civica Cambiare Cavarzere nonché da sempre sensibile alle questioni ambientali, ha illustrato il possibile scenario futuro dell’area sud della provincia di Venezia in relazione ai vari interventi previsti.
“Se non conteniamo determinati interventi — ha affermato Belloni — questo territorio diventa invivibile, la gente deve imparare a valutare cosa succede e non prendere posizione in base alla simpatia che può avere per determinate persone”.
Che possibile scenario si prospetta per il territorio cavarzerano?
“Risulta chiaro anche ai profani — ha risposto — che la somma di tutte le centrali e gli altri impianti di carattere energetico previsti o ipotizzati per il nostro territorio e il Basso Polesine non può essere sopportato dalla popolazione. Nessuno può smentire quanto i ricercatori hanno imparato sugli effetti delle centrali a turbogas sull’ambiente e sulla salute dei cittadini in relazione alle polveri sottili e sottilissime emesse. Le centrali a turbogas fanno male, nessun’altra realtà le ha volute nel proprio territorio e ce le ritroviamo a Cona e Loreo, in più non risolvono il problema occupazionale”.
Quale sarebbe secondo lei il corretto modo di procedere?
“Serve una programmazione regionale che esamini i vari interventi possibili e decida quali sono veramente necessari considerando che questo territorio ha già dei grossi grattacapi dovuti alla riconversione della centrale di Porto Tolle, alla Romea commerciale e al rigassificatore. In un paio di occasioni due assessori dell’attuale giunta regionale hanno detto che le centrali di Loreo e Cona si sarebbero realizzate solo se non fosse stata fatta la riconversione di quella di Porto Tolle. È ora di mantenere tale promessa”.

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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