La gestione di acqua, rifiuti e gas aperta ai privati

Quale futuro per i servizi pubblici locali? Il quesito è stato posto al centro di un convegno voluto dal Comune di Rovigo per offrire ad amministratori, tecnici, rappresentanti istituzionali ed imprese, l’opportunità di un confronto alla luce della nuova normativa intervenuta con l’art. 23 bis della legge 133/2008, che prevede la cessazione delle gestioni in house al 31 ottobre 2010. Il provvedimento, infatti, indica che in futuro nella gestione dei servizi pubblici locali di rilevanza economica (rifiuti, trasporti, energia elettrica e gas, acqua) vi sia la partecipazione di un soggetto privato, scelto tramite gara al quale andrà affidato non meno del 40% della società.
Ciò dovrebbe premettere la più ampia diffusione dei principi di concorrenza e garantire il diritto di tutti gli utenti alla universalità ed accessibilità dei servizi pubblici locali. Insomma un terremoto per gli enti locali chiamati ad erogare i servizi con una prospettiva nuova, mantenendo l’obiettivo di garantire centralità ai bisogni del cittadino ma anche di favorire alleanze tra i soggetti e gli Enti oggi preposti alla erogazione di servizi, per definire nuovi modelli di gestione improntati alla economicità, alla qualità, alla competitività e all’innovazione.
“Ritengo che la partecipazione delle società private apporterà elementi positivi — ha spiegato Antonio Laruccia, presidente di Ato rifiuti – la logica imprenditoriale eliminerà i forti sprechi in essere; l’afflusso di liquidità finanziaria dei privati potrà garantire l’incremento degli investimenti; il loro know-how certamente assicurerà una ottimizzazione nell’utilizzo delle risorse umane e materiali delle aziende pubbliche”. Più o meno sulla stessa linea è stato anche l’intervento di Giovanni Giribuola, presidente di Ecogest, mentre diametralmente opposto invece è stato il parere di Angelo Zanellato, presidente del Consvipo: “Ritengo che gli Enti Pubblici, se bene organizzati, e funzionanti, possano comunque ed in modo più attento dare precise risposte alla esigenze della collettività.
Essendo il nostro territorio una piccola realtà con problematiche particolari, rischieremo di trovare i servizi essenziali efficienti (acqua, gas e rifiuti) solo su determinate aree dove il servizio comporta, data la conformazione del territorio, un minore costo di gestione.
Una soluzione potrebbe essere quella di mettere assieme le entità pubbliche che si occupano di servizi in una unica strategia di programmazione, per diminuire i costi di gestione e rendere più efficiente la risposta alle domande più problematiche che arrivano dal territorio.
Questi obiettivi si possono raggiungere realizzando una holding di proprietà dei Comuni”.
Anche secondo Alessio Pacchin, presidente di Ato Polesine, per il controllo pubblico delle Aziende si rende necessaria la creazione di un contenitore (holding) provinciale dove tutti i comuni possano trasferire le quote di proprietà delle Aziende e quindi confrontarsi con il privato presente nelle aziende come un unico soggetto non frammentato. “Se così non sarà — ha spiegato — siamo destinati ad essere governati dai privati di turno”.

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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