Strada che uccide sindaci in rivolta

Le strade della Bassa Padovana hanno aperto il 2010 con un bagno di sangue. In poco meno di una settimana, infatti, gennaio ha fatto registrare ben quattro vite spezzate sull’asfalto. Due di queste, lungo la nuova Sr 10. Il primo in ordine di tempo è stato Mirko Mattiolo, ventiseienne di Badia Polesine, morto nella Sp 91 all’altezza di Valli Mocenighe. Poi è toccato alla giovanissima Desirèe Pastorello, 19 anni di Ospedaletto Euganeo, scomparsa in un incidente avvenuto a Este, nella nuova regionale 10. A Carceri, sempre sullo stesso tratto, il weekend successivo è stato teatro dell’assurda morte di Gianni Longhin, centauro di 38 anni di San Pietro Viminario. L’ultimo, in ordine di tempo, è stato invece Raffaele Cecconello, 19 anni di Granze, caduto a Stanghella in sella al proprio scooter. La lunga scia di tragedie ha aperto inevitabilmente un’accesa discussione in merito alla sicurezza della viabilità nostrana, in particolare della nuova regionale 10.
I primi a scagliarsi contro la pericolosità del tratto sono stati Giancarlo Piva e Antonio Battistella, sindaci di Este ed Ospedaletto Euganeo. “Questa strada vede continuamente macchine e camion sfrecciare a velocità inaudite, oltre ogni limite – ha spiegato Battistella – Il tutto senza un costante controllo delle forze dell’ordine. E’ emblematico notare che da Carceri a Monselice non ci siano, per esempio, banchine capaci di accogliere posti di blocco o pattuglie di vigili e carabinieri. La sicurezza del tratto ne risente particolarmente”. “Mancano i criteri minimi che garantiscano l’incolumità degli automobilisti – si è accodato Piva – Non è sufficiente pensare solo al prolungamento del tratto fino a Legnago: dobbiamo impegnare parte dei finanziamenti anche per mettere in sicurezza la strada già realizzata”.
Lo stesso assessore provinciale alla Viabilità, Roberto Marcato, ha sottolineato come “strade di questo genere non possono essere pensate a due sole corsie. Rettilinei come questi devono poter garantire corsie di sorpasso: le circostanze che rendono pericolosa questa strada sono troppo numerose”. Secondo Marcato sarebbe tuttavia sufficiente che tutti gli automobilisti rispettassero norme e limiti imposti dal codice della strada, “che anche per la nuova Sr 10 sono chiari e ben noti agli utenti del tratto”. Per ora mancano interventi concreti, auspicati anche dall’opinione pubblica dopo le tragedie di inizio anno.
Non è solo la nuova Sr 10 a richiedere, però, un occhio più attento sul fronte della prevenzione. Dopo il gelo e la neve di dicembre, la vecchia “Padana Inferiore” presenta ora buche e dissesti che sono certamente pericolosi per chi la percorre. Stesso discorso vale per la Sp 91 “Moceniga”, con i lunghi filari di platani che ogni anno mietono giovani vite, o per tutte quelle provinciali tanto strette da non aver segnata sull’asfalto nemmeno la linea di mezzeria. Gli stessi sindaci chiedono che gli organi superiori impegnino risorse in questo senso, per preservare l’incolumità dei propri cittadini.

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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