Accordo Artigiani-Acrib

Un accordo che vuole combattere e limitare al massimo il fenomeno del lavoro nero e dell’evasione contributiva oltre a ottimizzare al massimo le condizioni dei lavoratori. Questi sono i punti focali dell’accordo sottoscritto il 27 gennaio scorso dall’ Acrib (associazione calzaturieri della Riviera), dall’associazione Artigiani “Città della Riviera del Brenta“, dalla Confidustria e dai vertici regionali delle associazioni sindacali. Tutta questa iniziativa ha come punto di controllo soprattutto le aziende cosidette “terziste” che ricevono lavoro esterno da parte dei calzaturifici. Ad essere controllati sono soprattutto quelle ditte che effettuano il taglio e l’orlatura del pellame che poi è rinviato alle aziende per la realizzazione della scarpe. “E’ un accordo storico — ha spiegato Giuseppe Baiardo, presidente Acrib — perché abbiamo definito un contratto, nell’ambito della normativa dell’appalto, da utilizzarsi quando vengano di danno all’esterno del materiale di produzione. Vogliamo eliminare la piaga dei laboratori clandestini e del lavoro non regolare che provocano concorrenza sleale tra le aziende del distretto”. Tutto l’accordo si snoda attorno ai tempi medi con cui si realizzano le parti della scarpa. Gli attori dell’accordo hanno realizzato una tabella, partendo dal contratto nazionale di categoria, dove sono segnalati i tempi di realizzazione delle singole parti della scarpa. Quindi un singolo operaio può realizzare un determinato numero di scarpe al giorno e quindi si può sapere fin da subito, sapendo il numero di addetti, il totale della produzione. Anche l’associazione Artigiani della Riviera plaude all’accordo. “Questo è solo il punto di partenza — commenta il segretario Franco Scantamburlo — adesso dobbiamo far capire ai nostri associati la bontà dell’accordo e cercare di farlo rispettare. Questo accordo è importante perché pone delle regole e valorizza tutta la filiera”. Ma non solo. “Tutto questo — prosegue Baiardo — in un contesto di correttezza e trasparenza sia sulle condizioni di lavoro degli operai sia per quel che riguarda il reale numero di addetti che lavorano nel laboratorio terzista”. Infine in via sperimentale sarà attuata una banca dati delle attività di appalto. “Questa — commenta Baiardo — avrà lo scopo di attivare un modello numerico — quantitativo di raccolta dati sul fenomeno del lavoro affidato a laboratori esterni”. Positivi i commenti dei sindacati. “Siamo soddisfatti della firma dell’accordo — spiega Stefano Facin (Cigl) e Mario Siviero (Cisl) ¬— perché abbiamo posto delle regole per la difesa della qualità del lavoro. Questo accordo serve per tutta la filiera e ha uno sguardo rivolto anche al futuro quando la crisi sarà passata. Per vincere bisogna puntare sulla professionalità e qualità dei progetti”.

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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