Anche Ezio Betto firma l’ordinanza anti nomadi

Prevenire è meglio che curare. Si ispira a questa massima dettata dal buon senso l’ordinanza anti-nomadi emessa dal sindaco leghista di Terrassa Padovana, Ezio Betto, per vietare lo stazionamento e sosta permanente su tutto il territorio comunale per tende, sacchi a pelo, roulotte, camper, carovane e veicoli attrezzati per uso abitativo o trasporto di spettacoli viaggianti. Nessuna emergenza in corso a cui porre rimedio con tempestività. Semplicemente la volontà di evitare un nomadismo “selvaggio” in assenza di aree consone e attrezzate per questa funzione sul territorio comunale.
Dopo che paesi limitrofi hanno già legiferato in materia negli ultimi anni, come la vicina Cartura, onde evitare di rimanere l’unica zona franca di libero accesso ai nomadi, il primo cittadino ha deciso quindi di porre nero su bianco le sue condizioni.
Questione di tutela dell’ordine e sicurezza pubblica. L’ordinanza recita testualmente: “La sosta di gruppi di persone, non meglio identificate, comporta inconvenienti igienico-sanitari e può rappresentare motivo di molestia all’ordine ed alla sicurezza pubblica per il permanere di persone abitualmente dedite all’accattonaggio e per il verificarsi di casi di criminalità”. Il primo cittadino del Carroccio non va per il sottile nell’esporre le degenerazioni del fenomeno del nomadismo.
Divieto assoluto anche di allacciarsi alle condotte idriche ed elettriche pubbliche o private senza preventiva autorizzazione dell’amministrazione, degli enti competenti e dei proprietari. “Non potevamo restare una delle poche zone a non aver ancora posto dei paletti — puntualizza Betto — Pertanto ci siamo solo allineati alle disposizioni già fatte proprie da altri comuni vicini. In particolare si sono voluti chiarire in modo preciso i limiti anche per i privati”.
L’ordinanza non trascura infatti anche i privati cittadini, ai quali non è permesso cedere aree di proprietà per l’accampamento, a meno che non risultino conformi alla loro destinazione urbanistica e adeguatamente fornite dei servizi minimi indispensabili per la sopravvivenza e attrezzate dal punto di vista igienico-sanitario, ovvero con bagni, acqua potabile ed energia elettrica, in grado di consentire l’accampamento per uso abitativo. La precisazione è d’obbligo, dopo che recentemente in altri paesi privati hanno ceduto degli spazi, pur privi delle condizioni basilari per l’accampamento. In caso di trasgressione, la sanzione amministrativa è fissata in 250 euro, più le spese di rimozione e custodia dei veicoli o delle attrezzature.
L’unica eccezione è concessa in occasione dei periodi in cui il calendario comunale prevede festeggiamenti paesani. Per queste occasioni sono previste deroghe con autorizzazioni temporanee di permanenza in caso di spettacoli viaggianti, giostre o altro relativi alla manifestazione.

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Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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