Ipotesi ricorso West Energy

La centrale elettrica di Loreo, da 800 megawatt, si conferma uno degli argomenti caldi che più fanno discutere all’interno del Delta. Dopo la conferenza che qualche mese fa si è tenuta a Roma, presso il ministero dello Sviluppo, per raccogliere dati in merito alla richiesta di insediamento della West Energy, anche la minoranza consigliare di Porto Viro, rappresentata da Thomas Giaccon, Tosca Passarella Alessandro Palli, Marialaura Tessarin e Domenico Laurenti, si è mobilitata per chiedere chiarimenti e soprattutto per valutare l’ipotesi se vi sia la possibilità per un ricorso al Tar e al Presidente della Repubblica. Insomma si allunga la lista dei contrari alla centrale se non altro per i danni ambientali che potrebbe provocare. In occasione alla conferenza romana l’assessore provinciale, Giuliana Gulmanelli, era stata molto chiara nell’esprimere il proprio disappunto all’insediamento, un “no” deciso riconducibile al poco rassicurante orizzonte che è possibile ipotizzare mettendo insieme qualche dato relativo alla produzione energetica in Polesine. “Sommando — spiegò nell’occasione l’assessore provinciale — la potenza produttiva che sarà della centrale di Polesine Camerini riconvertita a carbone, degli impianti Edison di Porto Viro e Castelmassa, delle minicentrali a biogas e biomasse presenti sul territorio e aggiungendo la centrale di Loreo ,della quale si sta dibattendo, la potenza elettrica che verrà prodotta nella provincia di Rovigo ammonta a circa tre gigawatt. Moltiplicando questo dato per le 7.500 ore di funzionamento, indispensabili per garantire la redditività degli impianti, otteniamo che la produzione annua sarà di 22 miliardi di Kilowatt l’ora”.
Una cifra importante che indica qual è l’apporto alla causa energetica che il Polesine offre all’intera nazione ma è sintomatica anche del fatto che non potrà essere ulteriormente implementata. “Se consideriamo che per la produzione di un kilowatt l’ora viene immesso in atmosfera 0,57 chilogrammi di anidride carbonica, la quantità che verrà prodotta dai nostri impianti raggiunge la considerevole cifra di 12,8 miliardi di chilogrammi. Per farla breve ad ogni polesano ne toccherebbero 50 tonnellate mentre l’attuale carico che grava sulla media nazionale è di 8,1 tonnellate”.
Un secco no alla conferenza era stato ribadito anche dai rappresentanti dell’Amministrazione comunale, preoccupati anche’essi dell’eccessivo affollamento di questo tipo di installazioni in un’area di appena 40-50 chilometri e sull’incompatibilità di un impianto di queste dimensioni nel territorio. “Si sa però —aveva chiosato nell’occasione il sindaco, Bartolomeo Amidei – che i pareri degli enti locali vengono raramente tenuti in considerazione. Il rischio che ormai non ci sia più niente da fare è tangibile ma ci batteremo affinché questa centrale non rappresenti una minaccia per la salute dei cittadini e fornisca invece un’opportunità occupazionale per il Basso Polesine”. Una nuova strada però ora sembra aprirsi con la determinazione dei consiglieri di Porto Viro che nel sostenere la necessità di portare la questione davanti al banco di un tribunale amministrativo ne hanno fatto una questione dell’intero territorio cercando l’appoggio anche di quei comuni,come Rosolina ad esempio, che hanno già iniziato la pratica del ricorso.

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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