L’ex liceo diventerà un centro culturale

Non più centro aggregativo ma centro culturale, niente più progetti per i minori e accesso solo ai giovani piovesi: sono questi i paletti fissati dal sindaco Sandro Marcolin nell’incontro tenutosi con le associazioni che hanno animato il progetto L’iceo fino allo scorso dicembre, quando le attività sono state bruscamente interrotte. Oltre al sindaco hanno partecipato alla riunione gli assessori Antonio Sartori e Lorena Stevanato, mentre per le associazioni sono intervenuti Elisabetta Tamiazzo e Vania Rosmi delle Formiche, Davide Vecchiato e Giuliano Barato dell’Arci Concetto Marchesi e Rossella Bertin di Psiche 2000. Il sindaco ha assicurato la volontà di tutta l’Amministrazione comunale di proseguire nel progetto L’iceo che però deve essere dotato di contenuti nuovi e con il coinvolgimento di altre associazioni. “In passato — ha detto il sindaco — la valorizzazione di espressione e comunicazione giovanile ha lasciato il posto a modalità di aggregazione di taglio socio-educativo prevalentemente indirizzato ai minori. Le proposte dovrebbero puntare al soddisfacimento dei desideri di conoscenza e crescita culturale piuttosto che al bisogno di avere un posto dove stare insieme”. Le associazioni hanno apprezzato l’apertura dell’Amministrazione comunale, ma non nascondono qualche perplessità, fra tutte il fatto di non sapere quali risorse il Comune intenda investire nelle politiche giovanili e quale sarà la sede del centro: “L’aggregazione al L’iceo si è sempre fatta attraverso la cultura: cineforum, corsi di disegno e ceramica, storia della musica, teatro, danza, incontri e dibattiti su temi di attualità. E il coinvolgimento dei minori seguiti da educatori è importante. Non si capisce perché il progetto debba essere limitato ai giovani piovesi, sarebbe come se nella nostra biblioteca non ci potessero andare persone di altri paesi. Studieremo un progetto sperando che si possa trovare un punto di incontro”. Le associazioni hanno approfittato dell’incontro con il sindaco per chiedere se si possa finalmente fissare una data per un dibattito pubblico sulle politiche giovanili, richiesta reiterata più volte, sia dai giovani che dai genitori e fin’ora caduta nel vuoto. “Il sindaco ci ha risposto che non sono i cittadini che lo devono invitare a un dibattito pubblico — hanno riportato i rappresentanti delle associazioni — ma che casomai è lui che lo fa. Se così è, noi non aspettiamo altro”.

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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