Sangue nelle aziende, il lavoro uccide

Emergenza infortuni sul lavoro al centro del dibattito, in particolare nel camposampierese, dopo l’ultimo fatto di cronaca che ha visto la morte di Gianfranco Beltrame, l’operaio quarantaduenne, rimasto schiacciato, all’interno della Cartiera di Carbonera, da due balle di carta pressata del peso di almeno 15 quintali. L’Alta padovana, con le sue 33 mila aziende, rappresenta una delle aree maggiormente a rischio non solo a livello regionale. Mentre va diminuendo, lentamente, il numero degli infortuni mortali, va invece aumentando quello degli infortuni più gravi. “È un dato preoccupante – spiega Rosanna Bizzotto, direttore dello Spisal dell’Usl 15 dell’Alta padovana -. È un fenomeno che stiamo tenendo sotto controllo. Il settore maggiormente colpito è quello dei trasporti”. A fronte di 33 mila aziende lo Spisal schiera una squadra di appena 15 persone, di cui sette ispettori e compresi gli impiegati amministrativi, davvero troppo pochi a fronte della vastità del territorio, della diffusione delle aziende e dell’emergenza del fenomeno.
Sono una cinquantina gli infortuni mortali accaduti negli ultimi 11 anni nel territorio dell’Usl 15 Alta Padovana, costretta ad aggiornare costantemente la terribile statistica. Il settore maggiormente colpito è quello edile, che ha registrato 19 decessi (compreso l’unico avvenuto nell’edilizia stradale); 12 delle 19 vittime lavoravano come muratori. Il lavoro con meno infortuni si è rivelato invece quello dell’elettricista, con un solo decesso per folgoramento dal ’97 a oggi. Anche il commercio, complessivamente, anche se però ha registrato anche l’unico morto minorenne, un magazziniere diciassettenne, a Campo San Martino nel ’99, ucciso da un muletto. L’anno che ha registrato il maggior numero di morti sul lavoro è stato il 2000, con 7 vittime: 3 nell’edilizia, 2 nella metalmeccanica, una nell’agricoltura e una nella macellazione delle carni. A seguire il 1997, con 6 vittime: 2 nell’edilizia, una nei settori metalmeccanica, autotrasporti, agricoltura. 5 le vittime negli anni 1999 e 2007; risale proprio al 2007 la tragedia della fonderia Anselmi di Camposampiero, dove due operai stranieri addetti ai forni vennero investiti da una colata di ghisa fusa. Quattro vittime registrò invece il 2008, 2 nel comparto del legno, un lattoniere nell’edilizia e un falegname. Tre le vittime nel 1998, nel 2002, nel 2003, nel 2004 e nel 2006. Mentre negli anni 2001, 2005 e 2009 si sono registrati 2 incidenti mortali sul lavoro. Non un solo comune dell’Alta Padovana è stato risparmiato dal proprio tributo di sangue.
Tra le attività svolte dal Servizio di prevenzione, igiene sicurezza negli ambienti di lavoro, coordinato dalla dottoressa Rosanna Bizzotto, rientrano le visite mediche di idoneità lavorativa per minorenni, le visite mediche di consulenza su patologie da lavoro, le campagne mirate alla sorveglianza sanitaria di lavoratori; e ancora, la tutela delle lavoratrici madri esposte a fattori di rischio per la gravidanza. Accurate sono le inchieste per l’accertamento di cause e responsabilità in casi di infortuni e malattie professionali che offrono un monitoraggio costante sul fenomeno, quindi il rilascio di pareri preventivi su progetto di fabbricati destinati ad attività produttive, la vigilanza sul rispetto delle norme di prevenzione negli ambienti di lavoro, la valutazione dei rapporti tecnici e dei piani di lavoro per la rimozione di materiali contenenti amianto, corsi e iniziative di formazione, informazione, educazione alla salute; infine, come previsto dalla normativa, il Servizio effettua la vidimazione del registro infortuni.

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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