Cassa di colmata D – E, gioiello della natura

La Riviera non è solo Naviglio del Brenta ville e bellezze architettoniche, ma anche laguna. A ricordarlo è il comune di Mira e l’associazione Centro Studi Riviera del Brenta, che puntano a far diventare le aree lagunari delle casse colmata D – E, zone di interesse turistico nazionale con escursioni e percorsi ad hoc, visite didattiche per le scuole, mostre fotografiche e serate a tema. “La cassa di Colmata D – E — spiega Maurizio Barberini – è ampia 752 ettari. E’ un’isola artificiale, realizzata in laguna tra il 1964 e il 1967 con il materiale di scavo del Canale dei Petroli. Nonostante questa origine, nei decenni l’area si è trasformata in un habitat naturale unico. Ci sono specie di animali ed uccelli rari. Qui nidifica e vive ad esempio il falco di palude, l’airone rosso, la volpoca e il coniglio selvatico. Si sono censite sei tipi diversi di orchidee che crescono vicino ai canneti immersi nell’acqua salmastra. Pensiamo che sia un luogo che può diventare un punto di attrazione naturalistica di rilievo per tutta l’Italia“. Ma le bellezze faunistiche sono anche state censite e l’assessore Barberini ne cita diverse. “Ci sono anche — dice Barberini — il gabbiano reale le folaghe, il mestolone la marzaiola, il piro piro culbianco il piovanello pancianera. Ma anche la flora è spettacolare. Negli specchi d’acqua fioriscono proprio in primavera i ranuncoli a foglie capillari. E poi la salicornia veneta, il limonio comune lo sparto delle barene. Esistono purtroppo anche piante “straniere“ ed infestanti come l’arbusto senecione. Ci sono poi il pioppo bianco, il pioppo nero e il salice”. Proprio per queste caratteristiche che insieme alla vicina Oasi di Valle Averto gestita dal Wwf, il Centro studi Riviera del Brenta ha previsto di realizzare una mostra fotografica sulle casse di colmata, che sarà esposta a scuole e cittadini. Ci saranno lezioni ad hoc per scuole medie ed elementari, cicli di serate culturali passeggiate naturalistiche con guide. Tutte le iniziative saranno approntate entro il 2011. Ma non solo. “Abbiamo anche intenzione — spiega Elisabetta Vulcano presidente del Centro Studi – di fare una pubblicazione a carattere divulgativo sulle casse di colmata alla fine del progetto“. Fra gli obbiettivi del comune c’è anche l’eliminazione, in collaborazione con magistrato alle acque e polizia provinciale, di una serie di capanni abusivi sorti in ambito lagunare nel corso dei decenni, che deturpano il paesaggio. Intanto un centinaio di cittadini hanno potuto ammirare le bellezze della cassa di colmata. A marzo hanno fatto una gita in barca gratuita alla scoperta della laguna nella cassa di colmata D – E. Per informazioni sulle iniziative del Centro Studi per la Laguna Info cell. 333 2678850.

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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Cassa di colmata D – E, gioiello della natura

La Riviera non è solo Naviglio del Brenta ville e bellezze architettoniche, ma anche laguna. A ricordarlo è il comune di Mira e l’associazione Centro Studi Riviera del Brenta, che puntano a far diventare le aree lagunari delle casse colmata D – E, zone di interesse turistico nazionale con escursioni e percorsi ad hoc, visite didattiche per le scuole, mostre fotografiche e serate a tema. “La cassa di Colmata D – E — spiega Maurizio Barberini – è ampia 752 ettari. E’ un’isola artificiale, realizzata in laguna tra il 1964 e il 1967 con il materiale di scavo del Canale dei Petroli. Nonostante questa origine, nei decenni l’area si è trasformata in un habitat naturale unico. Ci sono specie di animali ed uccelli rari. Qui nidifica e vive ad esempio il falco di palude, l’airone rosso, la volpoca e il coniglio selvatico. Si sono censite sei tipi diversi di orchidee che crescono vicino ai canneti immersi nell’acqua salmastra. Pensiamo che sia un luogo che può diventare un punto di attrazione naturalistica di rilievo per tutta l’Italia“. Ma le bellezze faunistiche sono anche state censite e l’assessore Barberini ne cita diverse. “Ci sono anche — dice Barberini — il gabbiano reale le folaghe, il mestolone la marzaiola, il piro piro culbianco il piovanello pancianera. Ma anche la flora è spettacolare. Negli specchi d’acqua fioriscono proprio in primavera i ranuncoli a foglie capillari. E poi la salicornia veneta, il limonio comune lo sparto delle barene. Esistono purtroppo anche piante “straniere“ ed infestanti come l’arbusto senecione. Ci sono poi il pioppo bianco, il pioppo nero e il salice”. Proprio per queste caratteristiche che insieme alla vicina Oasi di Valle Averto gestita dal Wwf, il Centro studi Riviera del Brenta ha previsto di realizzare una mostra fotografica sulle casse di colmata, che sarà esposta a scuole e cittadini. Ci saranno lezioni ad hoc per scuole medie ed elementari, cicli di serate culturali passeggiate naturalistiche con guide. Tutte le iniziative saranno approntate entro il 2011. Ma non solo. “Abbiamo anche intenzione — spiega Elisabetta Vulcano presidente del Centro Studi – di fare una pubblicazione a carattere divulgativo sulle casse di colmata alla fine del progetto“. Fra gli obbiettivi del comune c’è anche l’eliminazione, in collaborazione con magistrato alle acque e polizia provinciale, di una serie di capanni abusivi sorti in ambito lagunare nel corso dei decenni, che deturpano il paesaggio. Intanto un centinaio di cittadini hanno potuto ammirare le bellezze della cassa di colmata. A marzo hanno fatto una gita in barca gratuita alla scoperta della laguna nella cassa di colmata D – E. Per informazioni sulle iniziative del Centro Studi per la Laguna Info cell. 333 2678850.

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Cassa di colmata D – E, gioiello della natura

La Riviera non è solo Naviglio del Brenta ville e bellezze architettoniche, ma anche laguna. A ricordarlo è il comune di Mira e l’associazione Centro Studi Riviera del Brenta, che puntano a far diventare le aree lagunari delle casse colmata D – E, zone di interesse turistico nazionale con escursioni e percorsi ad hoc, visite didattiche per le scuole, mostre fotografiche e serate a tema. “La cassa di Colmata D – E — spiega Maurizio Barberini – è ampia 752 ettari. E’ un’isola artificiale, realizzata in laguna tra il 1964 e il 1967 con il materiale di scavo del Canale dei Petroli. Nonostante questa origine, nei decenni l’area si è trasformata in un habitat naturale unico. Ci sono specie di animali ed uccelli rari. Qui nidifica e vive ad esempio il falco di palude, l’airone rosso, la volpoca e il coniglio selvatico. Si sono censite sei tipi diversi di orchidee che crescono vicino ai canneti immersi nell’acqua salmastra. Pensiamo che sia un luogo che può diventare un punto di attrazione naturalistica di rilievo per tutta l’Italia“. Ma le bellezze faunistiche sono anche state censite e l’assessore Barberini ne cita diverse. “Ci sono anche — dice Barberini — il gabbiano reale le folaghe, il mestolone la marzaiola, il piro piro culbianco il piovanello pancianera. Ma anche la flora è spettacolare. Negli specchi d’acqua fioriscono proprio in primavera i ranuncoli a foglie capillari. E poi la salicornia veneta, il limonio comune lo sparto delle barene. Esistono purtroppo anche piante “straniere“ ed infestanti come l’arbusto senecione. Ci sono poi il pioppo bianco, il pioppo nero e il salice”. Proprio per queste caratteristiche che insieme alla vicina Oasi di Valle Averto gestita dal Wwf, il Centro studi Riviera del Brenta ha previsto di realizzare una mostra fotografica sulle casse di colmata, che sarà esposta a scuole e cittadini. Ci saranno lezioni ad hoc per scuole medie ed elementari, cicli di serate culturali passeggiate naturalistiche con guide. Tutte le iniziative saranno approntate entro il 2011. Ma non solo. “Abbiamo anche intenzione — spiega Elisabetta Vulcano presidente del Centro Studi – di fare una pubblicazione a carattere divulgativo sulle casse di colmata alla fine del progetto“. Fra gli obbiettivi del comune c’è anche l’eliminazione, in collaborazione con magistrato alle acque e polizia provinciale, di una serie di capanni abusivi sorti in ambito lagunare nel corso dei decenni, che deturpano il paesaggio. Intanto un centinaio di cittadini hanno potuto ammirare le bellezze della cassa di colmata. A marzo hanno fatto una gita in barca gratuita alla scoperta della laguna nella cassa di colmata D – E. Per informazioni sulle iniziative del Centro Studi per la Laguna Info cell. 333 2678850.

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La Riviera non è solo Naviglio del Brenta ville e bellezze architettoniche, ma anche laguna. A ricordarlo è il comune di Mira e l’associazione Centro Studi Riviera del Brenta, che puntano a far diventare le aree lagunari delle casse colmata D – E, zone di interesse turistico nazionale con escursioni e percorsi ad hoc, visite didattiche per le scuole, mostre fotografiche e serate a tema. “La cassa di Colmata D – E — spiega Maurizio Barberini – è ampia 752 ettari. E’ un’isola artificiale, realizzata in laguna tra il 1964 e il 1967 con il materiale di scavo del Canale dei Petroli. Nonostante questa origine, nei decenni l’area si è trasformata in un habitat naturale unico. Ci sono specie di animali ed uccelli rari. Qui nidifica e vive ad esempio il falco di palude, l’airone rosso, la volpoca e il coniglio selvatico. Si sono censite sei tipi diversi di orchidee che crescono vicino ai canneti immersi nell’acqua salmastra. Pensiamo che sia un luogo che può diventare un punto di attrazione naturalistica di rilievo per tutta l’Italia“. Ma le bellezze faunistiche sono anche state censite e l’assessore Barberini ne cita diverse. “Ci sono anche — dice Barberini — il gabbiano reale le folaghe, il mestolone la marzaiola, il piro piro culbianco il piovanello pancianera. Ma anche la flora è spettacolare. Negli specchi d’acqua fioriscono proprio in primavera i ranuncoli a foglie capillari. E poi la salicornia veneta, il limonio comune lo sparto delle barene. Esistono purtroppo anche piante “straniere“ ed infestanti come l’arbusto senecione. Ci sono poi il pioppo bianco, il pioppo nero e il salice”. Proprio per queste caratteristiche che insieme alla vicina Oasi di Valle Averto gestita dal Wwf, il Centro studi Riviera del Brenta ha previsto di realizzare una mostra fotografica sulle casse di colmata, che sarà esposta a scuole e cittadini. Ci saranno lezioni ad hoc per scuole medie ed elementari, cicli di serate culturali passeggiate naturalistiche con guide. Tutte le iniziative saranno approntate entro il 2011. Ma non solo. “Abbiamo anche intenzione — spiega Elisabetta Vulcano presidente del Centro Studi – di fare una pubblicazione a carattere divulgativo sulle casse di colmata alla fine del progetto“. Fra gli obbiettivi del comune c’è anche l’eliminazione, in collaborazione con magistrato alle acque e polizia provinciale, di una serie di capanni abusivi sorti in ambito lagunare nel corso dei decenni, che deturpano il paesaggio. Intanto un centinaio di cittadini hanno potuto ammirare le bellezze della cassa di colmata. A marzo hanno fatto una gita in barca gratuita alla scoperta della laguna nella cassa di colmata D – E. Per informazioni sulle iniziative del Centro Studi per la Laguna Info cell. 333 2678850.

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