La crisi colpisce anche il porto

Porto in balia della crisi. Il 2009 si è chiuso con molti indicatori negativi. Si è registrato un tracollo negli imbarchi delle merci del 55% che ha fatto scendere il quantitativo di movimentazione da 1.300.000 tonnellate a 600.000. Un trend che si sta confermando anche nei primi mesi del 2010. I dati poco incoraggianti sono stati resi noti dal comandante della Capitaneria di porto, Franco Maltese, durante la cerimonia di consegna del Barbotin d’oro dell’Aspo lo scorso 6 marzo. Nella stessa occasione è stata inaugurata anche la nuova palazzina realizzata nella cinta doganale di Val da Rio. L’edificio di forma triangolare, dispone di 1.030 metri quadri che si articolano in 2 ampie sale logistiche e 12 uffici dove troveranno posto gli operatori del porto e le forze di pubblica sicurezza (Capitaneria, Dogana, Polizia di frontiera) per il controllo delle merci e degli equipaggi e il check-in per il traffico passeggeri collegato allo sviluppo delle Autostrade del mare. La struttura ha una posizione funzionale ai traffici in arrivo e partenza dalla banchina “E”. “La crisi ha toccato anche l’attività del nostro porto — spiega il comandante Maltese — gli imbarchi si sono ridotti da 1.300.000 tonnellate del 2008 a 600.000 nel 2009 e nei primi 2 mesi del 2010 siamo a 70.000 contro le 100.000 dello stesso periodo del 2009. Contenuta la flessione negli sbarchi che sono passati da 300.000 a 260.000. Va dato comunque merito all’Aspo di continuare negli investimenti, pur nel calo infatti il porto clodiense si mantiene una realtà attiva e vivace. Rimangono altri obiettivi da raggiungere come lavorare per portare i fondali a 8 metri, completare la banchina A e migliorare il servizio di rimorchio. Sarebbe bello che il 2010 si chiudesse con uno spazio nel porto dedicato ai marittimi”. “E’ giusto investire durante la crisi — spiega il presidente dell’Aspo, Italo Turdò che ha presieduto l’intera cerimonia — per essere pronti a ripartire alla grande subito dopo. Ed è quello che stiamo facendo. Il Veneto è in una posizione geografica favorevole per assumere il ruolo di gateway dei trasporti e della logistica. I porti veneti possono concentrare sulle loro banchine una parte consistente del traffico nel contesto delle Autostrade del mare e il porto di Chioggia è l’unico esempio italiano in grado di operare sia su scala fluviale che marittima. Oltre il 95% del traffico si concentra oggi a Val da Rio, il vecchio scalo dei Saloni è oggetto di una variante al Prg portuale che ne modifica la destinazione urbanistica. La variante ha 2 scopi: dare sostegno agli investimenti fatti dalle imprese a Val da Rio e migliorare la qualità della vita dei residenti. Nell’imbuto dei Saloni oggi si sovrappongono, infatti, i traffici dei tir del settore ittico, le auto dei residenti, il traffico del settore nautico e dei nuovi parcheggi”.

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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