Nucleare, meglio di no

Non cessano gli incontri informativi pubblici sul nucleare a Chioggia, organizzati da comitati e politici dopo l’emanazione del Ddl energia, dal momento che Chioggia risulta tra i siti papabili, che saranno rivelati ufficialmente dal Governo solo dopo le elezioni regionali. A fine febbraio sono stati i Democratici di sinistra a organizzare un convegno al quale hanno partecipato diverse forze politiche e soprattutto molti cittadini e associazioni. Numerosi gli interventi: dichiarazioni politiche sono arrivate da Lucio Tiozzo, Giuseppe Penzo e Laura Bonaldo, informazioni più tecniche sono state fornite da Francesco Ferrante della commissione ambiente del Senato, dalla senatrice Franca Donaggio, militante per anni nel sindacato delle energie, e Davide Sabbadin di Legambiente.
A 22 anni dall’incidente di Chernobyl e dal referendum consultivo sul nucleare, torna lo spettro energia atomica, nonostante il completo stallo del progresso tecnologico in materia. L’Italia, all’avanguardia negli anni Ottanta nel settore energetico atomico, decide ora di riprendere il discorso da dove l’aveva interrotto, ma con tutti i grossi problemi causati da 20 anni di interruzione, durante i quali tutto è stato smantellato, comprese le competenze. Ora, nel 2010, appare abbastanza svantaggioso rifare tutto e puntare su una tecnologia già vecchia: l’Italia importerebbe, secondo gli accordi, centrali di seconda generazione, e dipenderebbe dall’estero per il rifornimento e l’arricchimento del sempre più costoso uranio.
Ingentissimo sarebbe poi il consumo di acqua, sottratto all’agricoltura: in Francia il 40% delle risorse idriche è destinato alle centrali. Per l’Italia significherebbe sacrificare tutta la portata di minima del Po per la produzione di energia.
Come ha spiegato il premio Nobel Carlo Rubbia, non esiste un nucleare sicuro: il problema delle scorie non è stato infatti risolto e tutte le centrali liberano, insieme al vapore acqueo, dei radionuclidi che entrano nel ciclo vitale degli esseri viventi, con effetti teratologici devastanti sui feti animali e umani. Nel raggio di 5 chilometri dalla centrale si è calcolata un’incidenza del 76% della leucemia in bambini sotto i 5 anni.

MARTA BASCOLO

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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