Cementificio, tanti i dubbi

Il progetto del “revamping” di Italcementi non piace al consigliere comunale Francesco Miazzi che chiede di valutare soluzioni alternative. “Dopo un mese e mezzo dalla richiesta, siamo riusciti ad avere il progetto di “Revamping” – spiega Miazzi – Il sindaco Lunghi oltre che ai cambi repentini d’opinione, vorrebbe abituarci anche a questa logica accentratrice. Ponendo tutti di fronte al ricatto occupazionale, in cui troviamo cifre gonfiate ad arte, garantendo un dimezzamento delle emissioni tanto auspicato dai residenti, si sta cercando di far passare in maniera indolore un progetto di enorme rilevanza per il futuro del territorio”. Il primo punto su cui Miazzi è scettico, è il quadro economico. “Nei documenti si era sempre parlato di un investimento di oltre 100 milioni di euro — commenta il consigliere della “Nuova Monselice” – Erano già molti, ma ora scopriamo che il totale per la realizzazione dell’intervento è di 160 milioni. Qualcuno deve spiegarci come sia possibile nell’arco dei 20-25 anni di vita dell’impianto, poter rientrare da quest’investimento, prevedendo una riduzione della produzione e operando in una situazione di crollo della domanda e dei prezzi del cemento”. Per Miazzi sussiste anche un pericolo rifiuti e un impatto ambientale non indifferente. “Al di la delle garanzie verbali di Lunghi e Italcementi, i rifiuti d’ogni genere rappresenteranno anche per il nuovo impianto parte integrante del processo produttivo — continua – Appare evidente che l’obiettivo rimane quello di utilizzarli come combustibile, una volta concluso l’impianto. Non si parla del pericolo rappresentato da un cementificio che assume le funzioni d’inceneritore di rifiuti, ma con limiti d’emissione decine di volte superiori. Dopo il Monte Rico e la Rocca, la ciminiera dell’Italcementi diventerà il punto più alto di Monselice. Questo significa marchiare il territorio con un biglietto da visita che allontanerà residenti, turisti ed investitori”. Anche sul fronte occupazionale Miazzi avanza delle critiche. “”Dopo la fase della demolizione e costruzione del nuovo impianto è prevista una riduzione della quantità di cemento prodotta e conseguentemente un taglio netto anche agli occupati — commenta il consigliere di opposizione – Una persona non può decidere da sola il futuro dell’intero territorio. I Comuni contermini, i residenti, gli operatori economici, quelli che hanno investito sul Parco, sul turismo ambientale, sull’agricoltura di qualità potrebbero subire un forte contraccolpo: noi dobbiamo offrire la possibilità a tutti di esprimersi, anche attraverso lo strumento del Referendum”.

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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