Gennaio 2013, entrano i primi pazienti

L’ospedale unico dell’Usl 17 diventa realtà. Una realtà condivisa dalle centinaia di persone che hanno affollato il tendone di Schiavonia, appositamente allestito per la posa della prima pietra del mastodontico intervento. Il battesimo del nuovo ospedale ha avuto, manco a dirlo, padrini d’eccellenza: oltre al direttore generale dell’Usl 17 Giovanni Pavesi, al grande evento si sono visti tutti i sindaci e i politici della Bassa Padovana, ma soprattutto il governatore uscente del Veneto Giancarlo Galan.
“Questo sarà il mio ospedale – ha ribadito l’ex presidente regionale – e sarà un ospedale dei record. E’ il primo caso in Italia di una struttura ospedaliera realizzata con un contratto di concessione, con il coinvolgimento del privato per la parte non sanitaria. Inoltre, e questo è veramente un record, l’ospedale sarà ultimato in due anni e mezzo contro una media italiana che è attualmente di 21 anni”. Merito degli amministratori del territorio, sottolinea Galan, “che vent’anni fa decisero di rinunciare ai loro ospedali intoccabili, al di là di ogni campanilismo”.
LA STRUTTURA A proposito del contratto di gestione dell’ospedale: il partner privato (la cordata imprenditoriale guidata dalla ditta Sacaim) investirà 64 milioni di euro, in cambio della possibilità di gestire per 26 anni tutti i servizi ospedalieri non sanitari. Oltre a realizzare concretamente la struttura, dunque, per quasi tre decenni il privato si preoccuperà di organizzare servizi come quello della mensa, della manutenzione del verde o della lavanderia, tanto per citarne alcuni. In tutto, l’intervento richiederà una somma pari a 165 milioni di euro. Il resto della cifra sarà coperta con un mutuo da parte dell’Usl 17. I primi pazienti entreranno a Schiavonia, si assicura, nel gennaio del 2013. La struttura dovrà quindi essere terminata entro il 2012. E in questo il contratto è chiaro: in caso di ritardi, il privato subirà pesanti danni economici.
IL FUTURO L’interesse a far bene, dunque, non è solo di Regione e Azienda sanitaria. L’Usl 17, in questi mesi, dovrà lavorare con i sindaci di Monselice, Conselve, Este e Montagnana per riflettere sul futuro degli attuali plessi ospedalieri. Bisognerà capire a che servizi saranno destinati le attuali strutture, e quali di queste saranno vendute. Resta inoltre aperto il capitolo legato alla viabilità che gravita intorno al polo di Schiavonia, ancora insufficiente per un ospedale che dovrà accogliere i pazienti di ben 46 Comuni. Francesco Lunghi, primo cittadino di Monselice, ha assicurato che il recente accordo di programma (oggetto di forti polemiche) ha sicuramente risolto la gran parte di queste problematiche. Un altro accordo verrà discusso a breve per Este. Come già detto, a capo del pool che da maggio sarà al lavoro a Schiavonia è la Sacaim di Venezia, che nel suo prestigioso curriculum vanta la realizzazione dell’ospedale di Schio e sta lavorando al nuovo padiglione di quello di Venezia. Con i veneziani lavoreranno i trevigiani della Carron cav. Angelo, la Gemmo Spa di Vicenza e la Siram Spa di Milano. A queste ultime due spetterà la realizzazione degli impianti tecnologici. La progettazione è a cura del raggruppamento con a capo la Net Engineering Spa di Padova.

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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Gennaio 2013, entrano i primi pazienti

L’ospedale unico dell’Usl 17 diventa realtà. Una realtà condivisa dalle centinaia di persone che hanno affollato il tendone di Schiavonia, appositamente allestito per la posa della prima pietra del mastodontico intervento. Il battesimo del nuovo ospedale ha avuto, manco a dirlo, padrini d’eccellenza: oltre al direttore generale dell’Usl 17 Giovanni Pavesi, al grande evento si sono visti tutti i sindaci e i politici della Bassa Padovana, ma soprattutto il governatore uscente del Veneto Giancarlo Galan.
“Questo sarà il mio ospedale – ha ribadito l’ex presidente regionale – e sarà un ospedale dei record. E’ il primo caso in Italia di una struttura ospedaliera realizzata con un contratto di concessione, con il coinvolgimento del privato per la parte non sanitaria. Inoltre, e questo è veramente un record, l’ospedale sarà ultimato in due anni e mezzo contro una media italiana che è attualmente di 21 anni”. Merito degli amministratori del territorio, sottolinea Galan, “che vent’anni fa decisero di rinunciare ai loro ospedali intoccabili, al di là di ogni campanilismo”.
LA STRUTTURA A proposito del contratto di gestione dell’ospedale: il partner privato (la cordata imprenditoriale guidata dalla ditta Sacaim) investirà 64 milioni di euro, in cambio della possibilità di gestire per 26 anni tutti i servizi ospedalieri non sanitari. Oltre a realizzare concretamente la struttura, dunque, per quasi tre decenni il privato si preoccuperà di organizzare servizi come quello della mensa, della manutenzione del verde o della lavanderia, tanto per citarne alcuni. In tutto, l’intervento richiederà una somma pari a 165 milioni di euro. Il resto della cifra sarà coperta con un mutuo da parte dell’Usl 17. I primi pazienti entreranno a Schiavonia, si assicura, nel gennaio del 2013. La struttura dovrà quindi essere terminata entro il 2012. E in questo il contratto è chiaro: in caso di ritardi, il privato subirà pesanti danni economici.
IL FUTURO L’interesse a far bene, dunque, non è solo di Regione e Azienda sanitaria. L’Usl 17, in questi mesi, dovrà lavorare con i sindaci di Monselice, Conselve, Este e Montagnana per riflettere il futuro degli attuali plessi ospedalieri. Bisognerà capire a che servizi saranno destinati le attuali strutture, e quali di queste saranno vendute. Resta inoltre aperto il capitolo legato alla viabilità che gravita intorno polo di Schiavonia, ancora insufficiente per un ospedale che dovrà accogliere i pazienti di ben 46 Comuni. Francesco Lunghi, primo cittadino di Monselice, ha assicurato che il recente accordo di programma (oggetto di forti polemiche) ha sicuramente risolto la gran parte di queste problematiche. Un altro accordo verrà discusso a breve per Este. Come già detto, a capo del pool che da maggio sarà al lavoro a Schiavonia è la Sacaim di Venezia, che nel suo prestigioso curriculum vanta la realizzazione dell’ospedale di Schio e sta lavorando al nuovo padiglione di quello di Venezia. Con i veneziani lavoreranno i trevigiani della Carron cav. Angelo, la Gemmo Spa di Vicenza e la Siram Spa di Milano. A queste ultime due spetterà la realizzazione degli impianti tecnologici. La progettazione è a cura del raggruppamento con a capo la Net Engineering Spa di Padova.

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