La “movida”, ancora polemiche

Torna la primavera e con essa le immancabili polemiche sulla movida. La città si risveglia dal torpore e le serate in centro storico si affollano di giovani settimana dopo settimana. Con pro e contro. Stanco delle lamentele dei residenti ci ha pensato il vicesindaco Alberto Semenzato a riaccendere la discussione, proponendo di decentrare dalla piazza le prossime licenze dei locali, per evitare l’apertura di nuovi bar attorno all’ovale. Proposta necessaria, dice lui, per evitare la continua violazione delle ordinanze, da quelle sul decoro della piazza, al rispetto della Zona a traffico limitato. “Ormai in piazza c’è un problema di rispetto delle regole e tutela dell’ordine pubblico — spiega Semenzato — non possiamo permettere la sistematica violazione dei divieti. Ci sono troppi locali aperti di sera. Serve una decisa regolamentazione, cominciamo col dire basta ad altri locali. Le nuove licenze? Fuori dal centro storico”. Tutto chiaro. Ma la proposta non ha mancato di suscitare le solite polemiche. “Il problema non si risolve con i proclami — attaccano per il Pd Giuseppe Salviato e Maria Rosa Pavanello — il mancato rispetto della Ztl si può risolvere solamente con una vera isola pedonale, ma non al servizio solamente del popolo della movida, bensì anche delle famiglie. Poi basterebbe creare nuovi parcheggi utilizzando magari una quota dei 19 milioni di euro del Passante, invece che spenderli in videosorveglianza e sistemazione delle strade provinciali”. “Prima di delocalizzare le attività produttive — aggiunge Luigi Gasparini, Rifondazione — la giunta dovrebbe pensare a ravvivare le frazioni e rendersi conto una volta per tutte che non esiste solo la piazza”. A discussione aperta si inserisce chi la movida la fa, ovvero i gestori dei bar, con i loro clienti. Depositata in Comune una petizione, con oltre 500 firme, per chiedere di non fermare le danze e non disperdere il popolo dello spritz che ravviva il centro. “Le regole ci sono — afferma Riccardo Frezza, gestore dell’Enoteca Balzana, meglio conosciuta come “Ae Botti” — ed è giusto punire i trasgressori.
All’ordine noi ci teniamo: io stesso ordino ogni sera la pulizia della mia parte di piazza e ho pure ingaggiato a mie spese un servizio di sicurezza per controllare il comportamento dei clienti e il decoro della piazza nel rispetto delle ordinanze vigenti”. Frezza tiene a precisare che la petizione non è contro nessuno e contro alcuna proposta, ma vuole ribadire un concetto: “Ci siamo anche noi, anima della movida”. La raccolta di firme è arrivata direttamente all’assessore al Commercio Enrico Baschiera: “La piazza è il fulcro della gioventù miranese e ci sono già due ordinanze a regolamentare questa realtà: quella che vieta la somministrazione di bevande alcoliche agli under 16 e il divieto di bere in bicchieri di vetro oltre il plateatico dei locali — spiega Baschiera — resto convinto che la movida sia una realtà da valorizzare: le regole ci sono e vanno fatte rispettare”.

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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