Arriva la cassaintegrazione

Nuova Pansac dopo la grande paura ora si tratta. La situazione del gruppo che occupa 844 dipendenti in 4 siti nel nord Italia e che a Malcontenta di Mira ne ha 440, infatti è letteralmente scoppiata a metà maggio quando la proprietà ha fatto annunciato che erano partite lettere per 501 mobilità. Cioè di fatto licenziamenti. Dai licenziamenti però c’è stato un passo indietro. Grazie alla ferma presa di posizione di istituzioni, sindacati e lavoratori (che hanno bloccato la Romea e scioperato), le mobilità si sono trasformate in casse integrazioni. Un risultato che è stato rilevato anche ad una manifestazione che si è tenuta in piazza Municipio a Mira nelle scorse settimane. Va ricordato che su 501 lettere di licenziamento 215 erano quelle previste negli stabilimenti di Malcontenta, mentre 100 erano per Portogruaro e 23 per Marghera. La lotta però alla Nuova Pansac non è finita qui e i sindacati e le istituzioni sanno che la battaglia sarà ancora dura. Tutti puntano ora sul piano di rilancio industriale per uscire dalla crisi. “Ora – spiega Massimo Meneghetti segretario della Femca Cisl- che le 501 mobilità sono state ritirate, vogliamo capire in che modo il gruppo vuole rilanciare l’attività produttiva. Per questo insieme agli incontri al Ministero del Lavoro chiederemo continue verifiche con incontri anche al Ministero dello Sviluppo Economico del piano di avanzamento del rilancio dei siti“. Assicura il suo contributo ai lavoratori in lotta l’assessore al Lavoro provinciale Paolino D’Anna. ”Regione e provincia – spiega l’assessore D’Anna – hanno sempre dimostrato di schierarsi dalla parte dei lavoratori. Come provincia vigileremo passo a passo affinché in questa partita non si perda un posto di lavoro ribadiremo che la cassa integrazione deve servire a far ripartire il gruppo e non ad accompagnare con una sorta di scivolo sociale i lavoratori alle mobilità”.

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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Arriva la cassaintegrazione

Nuova Pansac dopo la grande paura ora si tratta. La situazione del gruppo che occupa 844 dipendenti in 4 siti nel nord Italia e che a Malcontenta di Mira ne ha 440, infatti è letteralmente scoppiata a metà maggio quando la proprietà ha fatto annunciato che erano partite lettere per 501 mobilità. Cioè di fatto licenziamenti. Dai licenziamenti però c’è stato un passo indietro. Grazie alla ferma presa di posizione di istituzioni, sindacati e lavoratori (che hanno bloccato la Romea e scioperato), le mobilità si sono trasformate in casse integrazioni. Un risultato che è stato rilevato anche ad una manifestazione che si è tenuta in piazza Municipio a Mira nelle scorse settimane. Va ricordato che su 501 lettere di licenziamento 215 erano quelle previste negli stabilimenti di Malcontenta, mentre 100 erano per Portogruaro e 23 per Marghera. La lotta però alla Nuova Pansac non è finita qui e i sindacati e le istituzioni sanno che la battaglia sarà ancora dura. Tutti puntano ora sul piano di rilancio industriale per uscire dalla crisi. “Ora – spiega Massimo Meneghetti segretario della Femca Cisl- che le 501 mobilità sono state ritirate, vogliamo capire in che modo il gruppo vuole rilanciare l’attività produttiva. Per questo insieme agli incontri al Ministero del Lavoro chiederemo continue verifiche con incontri anche al Ministero dello Sviluppo Economico del piano di avanzamento del rilancio dei siti“. Assicura il suo contributo ai lavoratori in lotta l’assessore al Lavoro provinciale Paolino D’Anna. ”Regione e provincia – spiega l’assessore D’Anna – hanno sempre dimostrato di schierarsi dalla parte dei lavoratori. Come provincia vigileremo passo a passo affinché in questa partita non si perda un posto di lavoro ribadiremo che la cassa integrazione deve servire a far ripartire il gruppo e non ad accompagnare con una sorta di scivolo sociale i lavoratori alle mobilità”.

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