Asl 14 e Centro aiuto alla vita: è scontro

L’inizio della vicenda è reperibile in una vecchia delibera dell’attuale consiglio comunale che stabilisce un intervento economico in favore di tutte le donne che decidono di non sottoporsi all’interruzione volontaria di gravidanza. Molti videro, e vedono, in questa decisione una discriminazione nei confronti di tutte le donne che dolorosamente optano per l’aborto. Qualche settimana fa è nata un’interessante polemica che vede come protagonisti il professore del liceo Veronese di Chioggia, nonché presidente del Centro di aiuto alla vita, Gino Ramin, e il presidente dell’Asl 14 Antonio Padoan.
All’associazione presieduta da Ramin è stato affidato il compito di elargire la somma di 200 euro mensili per 18 mesi a tutte le donne che decidono di abbandonare l’ipotesi dell’aborto. La diatriba scaturisce da un comunicato stampa in cui Ramin critica la struttura sanitaria locale, rea di adottare un comportamento contrario alla legge 194/78. È proprio Ramin ad affermare: “si preferisce invece, in alcune istituzioni sanitarie abbandonare la donna alla sua condizione disagiata, non darle nemmeno la possibilità di considerare seriamente la sua gravidanza ed eventualmente di scegliere liberamente”. E continua: “presso l’Asl si risolvono i problemi seguendo la via più facile, quella dei “certificati”, piuttosto che tentare di costruire un progetto a sostegno della madre”. Infine Padoan sembra esser colpevole di non aver mai accettato un incontro con il presidente del Cav. “E qui metto il dito sulla piaga — prosegue Ramin – riguardo al modo di amministrare il problema del direttore generale della Asl 14. Sono due anni che il Centro di aiuto alla vita di Chioggia cerca di parlare con lui per attuare una qualche forma di collaborazione con l’Azienda sanitaria al fine di tutelare la maternità e di prevenire le interruzioni di gravidanza. È impossibile trovarlo”.
Le accuse di Ramin hanno scatenato una forte reazione; la risposta del direttore generale non si è fatta attendere.
Secondo Padoan l’intervento di Ramin ricorda il film “Il coraggio” in cui Totò vestiva i panni di un poveraccio, deciso a gettarsi nel Tevere per farla finita ma veniva salvato da Gino Cervi. Il principe, invece di dimostrare gratitudine al suo salvatore, gli rinfaccia il salvataggio e gli impone il mantenimento. Il direttore dell’Asl risponde concitatamente alle accuse mossegli dal Centro aiuto alla vita e dal suo presidente. “Ramin banalizza un evento — sostiene Padoan — quello dell’aborto, complesso e difficilissimo per una donna. Fa intendere che ci siano tante donne che, dopo aver deciso con sofferenza di abortire, cambino idea facilmente con l’aiuto di 200 euro. Tutti i loro problemi sarebbero dunque risolti con questa cifra? Dicendolo Ramin offende tutte le donne che con dolore arrivano a questa decisione”. Sottolinea inoltre la matrice religiosa del centro, specificando che la Asl non è e non deve esser mossa da motivi di tal genere. Anzi. Il compito dell’azienda sanitaria è quello di “prestare eque cure e garantire la libertà di scelta”.

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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