Nessuna volontà di lasciare a pane e acqua i bambini

Il problema è diffuso anche nel Piovese: decine di famiglie in vere o presunte difficoltà economiche non pagano le rette della mensa scolastica dei propri figli, creando così “buchi” nei bilanci comunali. Lungi dal dare ultimatum o, peggio, dal lasciare a pane e acqua i bambini senza buono, così come hanno fatto i colleghi di Montecchio Maggiore e di Adro, i sindaci della zona si stanno rimboccando le maniche verificando, tramite gli assistenti sociali, dove sia opportuno concedere un contributo o richiamare all’ordine i genitori furbetti.
“Non sono d’accordo con le misure drastiche — dice Sabrina Baldin, assessore con delega al sociale di Brugine — Il problema però esiste. Molte famiglie risultano insolventi e la prima cosa che facciamo è chiedere l’Isee per verificare lo stato di indigenza. Tendenzialmente non diamo mai soldi ma paghiamo noi direttamente. Qualcuno che fa il furbo c’è ma basta fare qualche controllo per scoprirlo. Chi veramente ha bisogno lo si riconosce: aspetta fino all’ultimo prima di rivolgersi al Comune e piuttosto si priva di un piatto di pasta per pagare la mensa al figlio”.
A Piove di Sacco la situazione riguarda oltre una quarantina di famiglie straniere e italiane: “Eroghiamo parecchi contributi per ammortizzare le spese della mensa — afferma l’assessore Antonio Sartori — ma i controlli sul reddito sono molto restrittivi”.
Al primo posto sempre e comunque la salvaguardia dei bambini: questo è ciò che pensa il sindaco di Correzzola, Eric Sturaro. “Certo, anche da noi ci sono casi di genitori che non possono pagare — dice — Fatti i dovuti approfondimenti, tuteliamo la dignità delle famiglie e dei bambini fornendo loro i soldi per andare a comprare da sé i buoni così come fanno tutti”.
A Codevigo un solo genitore ha chiesto aiuto senza averne necessità, ma controllato l’Isee tutto si è risolto e messo in riga, senza bisogno di scomodare l’autorità giudiziaria o di rivalersi sul bambino. “C’erano persone maggiormente in difficoltà che pagavano lo stesso”, ha osservato l’assessore Monia Rubin.

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

Lascia un commento