Progetto “revamping” la Bassa si spacca

Revamping. Una parola che sta dividendo un paese. Un progetto che prevede la “ristrutturazione” dallo stabilimento Italcementi di Monselice con la dismissione dei tre forni attuali e la creazione di un unica linea di produzione. Ma l’idea è destinata a dividere politica e società con la contrapposizione di due fronti ben distinti. Chi dice si, vuole il revamping per mantenere il livello occupazionale e per diminuire le emissioni in atmosfera (oltre al minor consumo di materie prime). Chi dice no, teme che vengano bruciati combustibili da rifiuti e denuncia l’impatto ambientale e la conseguente ricaduta sul turismo e sulla salute.
Un tema difficile che ha messo in seria difficoltà anche il granitico Francesco Lunghi, Sindaco di Monselice, costretto a veder passare la mozione del centrosinistra durante l’ultimo consiglio comunale straordinario sul revamping. Una mozione passata anche con i voti di una parte di maggioranza, tanto da indurre il primo cittadino a “licenziare” l’assessore Bruno Cama che aveva espresso il suo no al progetto. La delibera votata in consiglio ha un valore politico. Non blocca il revamping, perchè il Comune non ha questo potere. Cinque le osservazioni principali: il revamping confligge con il Piano Ambientale del Parco Colli, la torre di 122 metri prevista nel progetto ha un pesante impatto paesaggistico e crea un pericoloso precedente, deve essere scongiurata la possibilità di un futuro uso di Combustibili da Rifiuti, si chiede alla Provincia di istituire urgentemente con Regione, Parco Colli, Comuni interessati, sindacati e associazioni di categoria un tavolo di lavoro, per verificare e costruire proposte alternative condivise ed infine si chiede alla Provincia di sospendere la procedura Via. Dal canto suo l’Italcementi ribadisce la disponibilità per dare tutte le informazioni possibili sul revamping. “Come abbiamo sempre ribadito in questi anni di convivenza con il territorio — spiega Eric Goulignac, Direttore Italcementi dello stabilimento monselicense – Siamo a disposizione dei cittadini di Monselice e dei paesi vicini per dare tutte le informazioni sul progetto di ammodernamento della cementeria in uno spirito di massima collaborazione e trasparenza”. Favorevoli al revamping anche i sindacati, uniti nella decisione di difendere l’ammodernamento del cementificio. A ribadirlo sono i segretari provinciali di Fillea Cgil, Marco Benati, e di Filca Cisl, Renato Ceccarello, affiancati da Fulvio Dal Zio, della segreteria Cgil di Padova e da Gregorio Loreggian della segreteria Cisl. “Siamo favorevoli alla programmazione dell’attività delle cementerie – spiega una nota congiunta di Fillea Cgil e Filca Cisl – fermo restando che non può prescindere da prospettive di lungo periodo, e che non deve tramutarsi in un lungo processo di “ostruzionismo” per i progetti oggi in discussione”. “Si stava creando un serio pericolo di chiusura dello stabilimento monselicense dell’Italcementi – afferma il sindaco Francesco Lunghi – con una perdita di molti posti di lavoro. Per questo abbiamo contattato i responsabili del cementificio per ottenere un miglioramento dell’impatto ambientale e il mantenimento dell’attuale livello di occupazione. Con il revamping avremo un risparmio di 300 mila tonnellate di acqua ogni anno, il 13% di CO2 in meno ed emissioni in atmosfera ridotte del 50%. Mi sembrano risultati importanti che ben descrivono l’attenzione posta sulla qualità dell’ambiente in cui viviamo”. La paura, è che i tempi burocratici dei tavoli di discussione, spingano Italcementi a investire altrove. Ma la partita è ancora aperta.

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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