Spinea, addio al tempo pieno

Scuole tagliate, istruzione a rischio. Non c’è comune che in queste settimane non sia alle prese con i tagli di bilancio che mettono una grande punto interrogativo sull’offerta formativa per il prossimo anno scolastico. Ha dell’incredibile il caso del primo circolo didattico di Spinea, col comitato dei genitori scesi in campo per chiedere con tutte le forze due sezioni a tempo pieno, di 40 ore, per l’anno prossimo. La richiesta sembrava aver sortito l’effetto sperato, con l’ufficio scolastico regionale che aveva inviato una lettera al dirigente scolastico per informarlo della concessione delle 40 ore. I genitori, soddisfatti, erano arrivati perfino a ringraziare ufficialmente, con una lettera, tutte le istituzioni scese in campo al loro fianco, dal Comune alla Provincia, dai dirigenti scolastici alla Regione. Poi la doccia fredda: nessuna novità, le due classi a tempo pieno non s’hanno da fare. Il dietrofront è, neanche a dirlo, legato ai tagli che riguardano il mondo della scuola. “I tagli disposti — è la motivazione dell’ufficio scolastico regionale — non hanno permesso di poter accogliere nuove richieste a tempo pieno né l’attivazione di nuove classi prime a tempo pieno per l’anno scolastico 2010/11”. Ma a farne una questione economica sono anche il Comune e i genitori stessi. “I tagli alla scuola — afferma l’assessore alla Pubblica istruzione Loredana Mainardi — colpiscono indiscriminatamente le famiglie in un momento di grave crisi economica e questo per noi è inaccettabile”. “Ci erano state assegnate una nuova classe prima a tempo pieno e una nuova sezione di scuola materna — aggiunge Manola Scarpa, presidente del comitato genitori — e in base a quella decisione molte famiglie avevano predisposto una certa gestione del tempo dei bambini. Ora, in modo del tutto inaccettabile, arriva la comunicazione dell’impossibilità di assegnare le classi che solo pochi giorni prima ci erano state garantite. Il nuovo scenario determina confusione e preoccupazione nei genitori. Ai tagli già applicati che stanno mettendo in ginocchio le famiglie, si aggiunge ora anche questa beffa che affossa definitivamente il valore della scuola e le poche certezze delle famiglie”. Aspettano ancora una risposta invece quei genitori che avevano chiesto il mantenimento delle 30 ore, che riguardano le classi prima a tempo normale. Secondo la nuova riforma scolastica dovrebbero scendere ad un monte ore settimanale di 27. La vicenda del tempo pieno però non lascia ben sperare nemmeno i genitori delle classi a tempo normale. Una problema analogo è stato affrontato anche dal comitato genitori delle scuole di Santa Maria di Sala, alle prese con la richiesta di mantenere il tempo scuola di 30 ore anche nel prossimo anno scolastico. Il comitato ha raccolto circa 550 firme, tutte di genitori della scuola primaria, trasmettendo una petizione agli uffici scolastici regionale e provinciale e alla direzione scolastica salese. La speranza è che all’istituto venga assegnato un insegnate in più, o almeno confermato l’attuale organico, quindi senza ulteriori tagli.

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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