Cementificio, non si placa la bufera politica

Revamping si, revamping no. Il rinnovamento del cementificio Italcementi di Monselice continua a suscitare non poche polemiche. Mentre sindacati e lavoratori continuano a sostenere la bontà dell’operazione di ristrutturazione, il mondo politico si divide. Perfino all’interno degli stessi partiti le opinioni sono difformi, mettendo in crisi alleanze di vecchia data. E mentre i politici duellano a distanza con battute al vetriolo, le associazioni ambientaliste hanno organizzato una manifestazione per dire no al revamping. “I cementifici rischiano di trasformarsi in inceneritori — spiegano gli organizzatori – è ormai evidente il tentativo di usare Cdr in tutti e 3 i cementifici della bassa padovana. Inoltre il quadro economico non convince. Non è realistico rientrare in 10 anni dall’investimento di 160 milioni, in quanto si prevede una riduzione della produzione e si sta operando in una situazione di crollo della domanda e dei prezzi del cemento. In realtà i guadagni potrebbero essere ottenuti attraverso l’uso dei rifiuti”. Nel frattempo continuano gli incontri in Provincia per trovare una soluzione valida per tutti. Dall’Italcementi è arrivata anche la proposta di abbassare l’altezza del camino, uno dei punti di maggior dibattito.
“Nessun intervento di indirizzo programmatorio e pianificatorio in questa nostra Regione nel corso degli ultimi anni — commenta Laura Puppato, Presidente del gruppo Pd Veneto – Mai approvato il piano regolatore regionale quel Ptrc tanto atteso, manca il piano su rifiuti e scarti industriali e manca anche il piano energetico; questa assenza espone il territorio e i suoi amministratori locali a scelte che lasceranno segni negativi e lacerazioni. Il Revamping di Monselice, come quello di Fumane (Vr) e la situazione che si vive a Pederobba (Tv) sono facce di una stessa realtà che denuncia l’assenza di una politica capace d’individuare in un territorio vasto e bello come il Veneto i luoghi nei quali produrre e i luoghi da proteggere e tutelare”.
Di parere diverso l’Onorevole Alessandro Naccarato (Pd). “La questione riguarda un intervento industriale che riduce le emissioni, migliora l’impatto ambientale e garantisce un’occupazione di qualità — spiega Naccarato – Finora nessuno ha sostenuto il contrario. Perché, quindi, il progetto non va bene? La ristrutturazione della cementeria di Monselice non è una questione locale. Il revamping dell’impianto riguarda il lavoro, lo sviluppo, la salvaguardia di un settore produttivo fondamentale, e l’ambiente. Il Pd, a tutti i livelli, dovrebbe tenere conto della posizione unitaria dei sindacati confederali Cgil, Cisl e Uil e delle Rsu delle cementerie della zona che sono favorevoli al progetto. Alcuni sostengono che bisogna guardare al futuro senza paura e iniziare a ricollocare i lavoratori dei cementifici. In realtà, la crisi economica è molto profonda. In questa situazione perché rifiutare un investimento privato di 150 milioni di euro che migliora l’impatto ambientale e tutela l’occupazione?”.
La risposta arriva dal consigliere comunale di Monselice Francesco Miazzi. “Naccarto conosce la storia dei progetti italcementi di utilizzare copertoni e farine animali come combustibile? – afferma Miazzi – Come un rullo compressore, passa sopra il documento sottoscritto da 30 Sindaci, ridicolizza tutti gli amministratori, i Consigli pastorali, i consiglieri e i dirigenti del suo partito, i semplici cittadini che hanno avanzato riserve sul progetto e chiedono con forza una discussione senza pregiudiziali. Una presa di posizione che aiuta il Sindacato a continuare a sbagliare, a proseguire come un’ariete contro tutto e contro tutti, senza lasciare spazio al dialogo e al confronto”.

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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