Classi smembrate al Liceo

“Al liceo Majorana vincono i numeri a scapito della didattica”. A denunciarlo sono i genitori delle classi seconde, preoccupati per lo scenario del prossimo anno scolastico: non c’entra, per una volta, la riforma Gelmini, ma la riorganizzazione numerica che riguarda le classi con meno di 27 alunni. È in arrivo la soppressione di una sezione e lo smembramento della 2 F, con buona pace di gruppi consolidati di amicizie, programmi didattici e offerta formativa. A settembre le terze saranno solo 6, contro le 7 seconde di quest’anno. I ragazzi della F finiranno un po’ qua e un po’ là. “Chi ne pagherà lo scotto — denunciano i genitori — sono sempre e comunque gli studenti, che dovranno, come semplici unità numeriche, passare da una classe all’altra, uscire e ricambiare classe quando l’orario scolastico prevederà materie non comuni ai due gruppi classe aggregati o trattate con un grado di approfondimento diverso”. Dal punto di vista organizzativo si chiameranno “classi articolate” quelle risultanti dallo smembramento e riassemblaggio degli studenti. “Tutto questo — spiegano mamme e papà — impedirà di conciliare percorsi scolastici e umani di gruppi classe che nei primi due anni si sono differenziati volutamente e che ora dovranno unirsi per questioni legislative. Ma la scuola non dovrebbe perseguire finalità educative e didattiche per promuovere un processo di formazione che renda ciascuna persona un individuo responsabile, consapevole delle proprie azioni, capace di motivare le proprie scelte e di riflettere sul proprio ruolo in qualsiasi contesto?”. I genitori insomma non ci stanno. “L’offerta formativa proposta dalla scuola al momento dell’iscrizione delle attuali classi seconde, nel 2008, non era questa — spiegano — è come se si cambiassero, unilateralmente, alcuni punti sostanziali di un contratto in corso. Molti di noi non avrebbero iscritto i loro figli al Majorana di Mirano”. Anche gli insegnanti hanno detto no allo smembramento, sottoscrivendo un documento in cui manifestano netto dissenso in merito alla decisione, confermando le inevitabili conseguenze negative della scelta sulla didattica. E protestano, naturalmente, gli studenti, che vedono disgregarsi rapporti e amicizie nate in due anni tra i banchi di scuola. “Viviamo una situazione di incertezza che riguarda il nostro futuro — hanno scritto i ragazzi in una lettere alla preside — pensiamo alle differenze di programmi, per cui ci troveremo a stadi diversi nell’apprendimento di una stessa materia. Per non parlare della rottura traumatica del rapporto di amicizia che si è creato. Molti di noi hanno già perso quel clima di serenità che ci permetteva un miglior processo formativo”. Per la dirigente scolastica Carla Berto: “La scuola si è limitata a recepire questa novità normativa. Una volta che abbiamo capito che non si poteva fare altrimenti, abbiamo dato una capillare informazione attraverso consigli di classe, genitori e studenti, con l’obiettivo di cercare assieme una soluzione. Chiederemo comunque una deroga, dopo gli scrutini”.

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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