Parco o centrale?

Se si potesse parlare del Bassopolesine come di una persona si potrebbe tranquillamente affermare che possiede una doppia personalità. Dovendo, però, parlare di un territorio, forse è più opportuno dire che ha una doppia vocazione che è congenita ma conflittuale: la produzione di energia e la scommessa sul paesaggio in chiave turistica. Gira e rigira, infatti, i nodi dello sviluppo del Polesine si fermano sempre tra i denti di questo pettine e non c’è modo di parlare del Parco senza che spunti l’ombra della centrale e viceversa non è possibile discutere di Polesine Camerini senza chi considera l’ente presieduto da Geremia Gennari come un ostacolo. Ed infatti, l’ennesimo diverbio sul dualismo deltino ha avuto come protagonista proprio il sindaco di Porto Viro, nella sue veste di presidente del Parco, e il presidente del Consiglio comunale di Porto Tolle, Antonio Banin. I termini del contendere sono state le parole usate dal primo cittadino portivirese nel riportare le polemiche nate in seno dell’Amministrazione di Silvano Finotti nella stesura del Piano del Parco. Al di la dei toni polemici contro il Parco, Banin ha comunque rivendicato il ruolo dell’amministrazione da lui presieduta nel portare avanti la riconversione a carbone della centrale che nei fatti risolve la difficile situazione economica di questi tempi, offrendo reali opportunità d’impiego. “D’altro canto invece — è stata la nota polemica del portotollese — è legittimo chiedersi che fine abbiano fatto quei cento posti di lavoro che il Parco avrebbe dovuto creare?”. La reprimenda di Banin ha toccato anche altri aspetti legati alla gestione dell’ente. Secondo il presidente del consiglio comunale, infatti, alcune aree di pregio naturalistico erano molto più apprezzabili e fruibili prima che venissero adibite a Parco. Vero o no la questione certa riguarda l’esistenza stessa dell’Ente Parco in quanto avvertita, e questa è un’opinione largamente diffusa in chi crede nella vocazione energetica del Delta, come un inutile intralcio alla centrale. L’epilogo del portotollese, inoltre, ha toccato il Piano di gestione delle Zps contestando la scelta all’ente, di avocarle a se, togliendo l’iniziativa ai Comuni. “L’asciarle alle amministrazioni — ha concluso — sarebbe un segnale in direzione di quel federalismo che tutti auspicano ma che pochi perseguono”.

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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