Un marchio per fare filiera

La crisi colpisce il settore della calzatura e diversi gruppi si uniscono in associazioni per combattere il trend negativo. “Serve un marchio di filiera per tutelare il lavoro dei tomaifici e dei terzisti specializzati”. Questa è la proposta dell’Atv (associazione tomaifici terzisti veneti) che fa un bilancio del settore. “Ad oggi – spiegano Daniele Martignon e Federico Barison – siamo quasi 40 associati. Il nostro obiettivo è la salvaguardia della qualità dei tomaifici italiani che lavorano in Riviera. La delocalizzazione e il lavoro nero rischiano di far scomparire il settore”. L’associazione cerca una collaborazione con l’Acrib. “Siamo ben disposti con i Calzaturieri – spiegano – affinché venga riconosciuta e tutelata l’importanza e la qualità del nostro lavoro. Spiace vedere che ci sono imprenditori che per risparmiare delocalizzano o danno lavoro a cinesi. Nelle nostre aziende dobbiamo giustamente rispettare regole e leggi che altri non rispettano. Noi siamo a favore di una competizione fatta con le stesse regole per tutti. Abbiamo circa 300 addetti che rappresentano altrettante famiglie che rischiano il posto di lavoro in mancanza di commesse”. L’associazione dei Tomaifici e Terzisti si dice favorevole ai controlli effettuati dalle forze dell’ordine. “Ben vengano i controlli – concludono Barison e Martignon – perché servono a colpire chi non rispetta la regole e a salvaguardare chi lavora con professionalità e correttezza”. Sempre in tema di calzaturieri arriva il monito del presidente Acrib Giuseppe Baiardo sulla possibile soppressione dell’Ice (istituto per il commercio con l’estero). “Apprendiamo con preoccupazione della ipotizzata soppressione governativa di Ice – spiega – se ciò avvenisse sarebbe un vero disastro per le migliaia di piccole e medie aziende italiane che da anni possono raggiungere tutti i mercati mondiali, proprio grazie ad Ice. Vista la particolarità del momento chiudere Ice significherebbe precludere al Paese ogni possibilità di reale crescita e sviluppo. Ritengo che questa esemplificazione renda pienamente la situazione. A fronte di ciò, ci appelliamo al Governo italiano perché riveda i propri indirizzi e non precluda, anche ai calzaturieri del Brenta, la possibilità di continuare ad essere protagonisti sui mercati mondiali”.

About Giorgia Gay

Giornalista professionista, nata sulla carta ma con un'anima social e una passione per le web news

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